Immagine creata da me con Photoshop Beta
Chi è più avanti negli anni, avrà forse avuto la fortuna di poter sentire, magari da un nonno o altro parente, la testimonianza diretta delle terribili giornate durante la seconda guerra mondiale, in cui il suono delle sirene antiaeree segnalavano alla popolazione il rischio di un bombardamento, e quindi la necessità di correre ai ripari, magari in un rifugio costruito ad hoc.
Facendo un salto temporale ai giorni nostri, dobbiamo ammetterlo, gli ultimi tre anni, a partire dal 2020, non sono stati proprio felicissimi: tra pandemie e guerre, la persona media ha vissuto i suoi giorni nel terrore, prima con la paura di prendere una malattia mortale che veniva raccontata come peggio della peste nera, e adesso con questo conflitto nel nostro caro vecchio continente, in Ucraina, dove l'uso di qualche arma nucleare può essere dietro l'angolo.
Però , va anche sottolineato, che questo terrore è stato, e viene usato ancora oggi, come strumento per controllare le masse, per rendere tutti più obbedienti, nella promessa che, chi è al potere, sta facendo il nostro interesse per salvarci, anche se ci tolgono più di qualche diritto o libertà per fare questo.
Video su Youtube di proprietà di IT-AlertGOV
Ecco che il governo, insieme alla Protezione civile, hanno creato per noi cittadini questo sistema nazionale di allarme pubblico, con tanto di app già installata, per mandare dei messaggi sui nostri smartphone in caso di situazione di allerta che si verificano sul nostro territorio.
I test cominciano domani in Toscana alle 12:00, per poi passare il 30 giugno in Sardegna, e il 5 luglio in Sicilia.
Il fatto un po' inquietante, e che ha spaventato molti, e che l'app è stata già installata, senza chiederci nulla, in uno degli aggiornamenti precedenti dei nostri telefoni: quindi andando su impostazioni-sicurezza ed emergenza-avvisi wireless troviamo IT-Alert, a cui si può negare il consenso per le allerte ( ci possono essere delle differenze tra i vari modelli di telefono).
Questo fatto ha scatenato il sospetto di molti: pur essendo un sistema che esiste in altri paesi da anni, come mai non c'è stata un'informazione più estesa, e soprattutto, perché non è stato chiesto il nostro consenso per installare questo IT-Alert ?
Questo sistema di alert è semplicemente una prassi, una formalità che serve veramente alla sicurezza dei cittadini ,o, forse, è in previsione di qualcosa che potrebbe succedere in futuro, e di cui noi non sappiamo nulla, ma chi è sopra sa già qualcosa?
Grazie dell'attenzione e alla prossima.