Lontano dalle interpretazioni eroico intellettualistiche sviluppate fin dal 1400 intorno alla figura di Davide, qui Caravaggio rappresenta l'eroe quasi bambino, alle prese coi capelli di Golia. Nessuna concessione alle future ricerche sugli effetti espressivi degli atti di violenza. E' un interpretazione del mito quietemente astratta, forse più ossequiosa delle istanze naturalistiche intellettuali che associavano la naturalezza, non tanto la rappresentazione della cruda realtà, quanto all'immersione dei miti in una natura quasi bucolica, emendata dall'imperfezione. Unica protensione verso i futuri sviluppi espressivi a pare, nell'angolo sinistro, il pugno ancora stretto del corpo decapitato di Golia per il resto la figura piegata di Davide segue nella posa il profilo rettangolare della tela bilanciato nel margine destro della composizione dalla grossa testa punto la luce sintetizza i volumi delle parti anatomiche ancora vicine, nella sprezzatura priva di preparazione disegnativa, alla tecnica appresa nella Bottega di Peterzano a Milano. Ma la stessa luce rende anche possibile l'emersione del profilo della testa di Davide per contratto con lo sfondo, collegando alle ascendenza giovanile del dipinto Le prime esperienze pittoriche di Caravaggio in ambito Romano.