Reset [ITA]

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Inizializzazione

Mario Rossi era un uomo qualunque, con un lavoro qualunque. Tutte le mattine si svegliava alla stessa ora, prendeva sempre la stessa linea metro, faceva il suo solito, monotono lavoro. Al ritorno, di nuovo sulla metro e poi a casa. La sera a cena guardava un film con la moglie e poi a letto, pronti per il prossimo giorno, probabilmente identico a quello precedente.


Passo base

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione, salutò con un bacio la moglie ed uscì di casa.
Passeggiava tranquillamente per strada: era il solito percorso per andare al lavoro, la solita routine. Passò di fronte ad una bellissima donna e la guardò di sottecchi... per poi ricordarsi di essere sposato. Fece spallucce. In quel momento esatto mise un piede dentro una pozzanghera, macchiandosi completamente scarpe e pantaloni. Sbuffò: quella giornata era cominciata davvero malissimo. Scese la scalinata che conduceva alla stazione della metro: perse il treno per due secondi, e fu costretto ad aspettare un'ora il prossimo a causa di un giovane che pare, ebbe la grande idea di gettarsi sui binari nell'orario di punta. Uscì dal treno e sul muro della stazione notò un grande pulsante rosso, delle dimensioni di un piatto, con sopra la scritta "Reset".
Non l'aveva mai visto prima... intorno a lui non c'era nessuno.
Incuriosito, lo premette.


Prima iterazione

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione, salutò con un bacio la moglie ed uscì di casa.
Passeggiava tranquillamente per strada: era il solito percorso per andare al lavoro, la solita routine. Passò di fronte ad una bellissima donna e la guardò di sottecchi... gli sembrò di averla già vista da qualche altra parte... cadde in una pozzanghera. Sbuffò, guardandosi le scarpe ed i pantaloni sporchi. Si bloccò per un attimo: ebbe un Dejà vu. Entrò nella stazione della metro un po' spaesato ed il treno gli passò davanti. Ascoltò l'annuncio degli altoparlanti: un giovane si era gettato sui binari? Aveva già vissuto tutto questo. Aspettò un'ora, prese la metro e all'uscita si ritrovò sul muro di fronte un grande pulsante rosso, con sopra la scritta "Reset". Ancora un Dejà vu. Appoggiò cautamente il palmo della mano sulla superficie liscia del bottone.
Lo premette.


Seconda iterazione

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione, salutò con un bacio la moglie ed uscì di casa... ma non passeggiò tranquillamente. Corse, corse a perdifiato. Non stava sognando, sentiva il vento sulla faccia, il sudore sulla fronte. Guardò l'orologio, accelerando il passo. Incrociò di nuovo la bellissima donna che, al suo passaggio, perse l'equilibrio e cadde dentro la pozzanghera che lui evitò agilmente. Mario ignorò, sentendosi un po' in colpa, le urla dietro di sé e scese le scale della stazione a due a due, riuscendo a prendere il treno che passò una decina di secondi dopo il suo arrivo. Uscì dalle porte scorrevoli con il cuore in gola e si trovò il solito pulsante rosso davanti.
Ci pensò un po', camminando nervoso in circolo.
Lo premette d'impulso.


Terza iterazione

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione, salutò con un bacio la moglie ed uscì di casa.
Passeggiava tranquillamente per strada con un grande sorriso beato stampato sulla faccia. Passò di fronte alla bellissima donna; lui le prese la mano, la tirò verso di sé e le stampò un bacio sulle labbra. Lei gli diede uno schiaffo, anche se non sembrava così dispiaciuta. Mario la salutò con un cenno saltando a piedi uniti dentro la pozzanghera, inzaccherandosi di fango fino ai capelli. Lei rise, allontanandosi. Andò a prendere un caffè al bar, ben sapendo che avrebbe atteso un'ora prima del prossimo treno. Scese in stazione, salì sulla metro e si mise a cantare a voce alta "O sole mio" come un'idiota per tutto il viaggio. Scese alla sua fermata, e con nonchalance appoggiò il gomito sul grande bottone rosso.
Lo premette.


Quarta iterazione

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione, salutò sua moglie con un cenno ed uscì di casa.
Passeggiava tranquillamente per strada con un grande sorriso sul volto e, quando vide la bellissima donna per strada, si tolse la fede ed attaccò bottone con lei. La convinse a prendersi un caffè al bar e dopo una mezz'oretta di chiacchiere riuscì persino ad avere il suo numero di telefono. Scese le scale della stazione ed in fermata notò un tizio con il nuovo Iphone che voleva tanto provare. Per averlo, Mario gli offrì tutti i soldi nel suo portafoglio e la carta di credito con il pin: l'uomo accettò lo scambio di buon grado. Durante il viaggio giochicchiò sereno col suo nuovo telefono. Scese dalla metro e pensò che avrebbe potuto fare di meglio.
Premete il bottone.


Quinta iterazione

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione ed uscì di casa.
La stazione della metro dove l'uomo si sarebbe suicidato non era troppo lontana da casa sua... corse, fece le scale a tre a tre, ed in stazione individuò subito un ragazzo sospeso sul bordo della banchina con gli occhi chiusi. Lo prese per il bavero e lo tirò verso di sé: gli disse che la vita aveva ancora un senso, che era inutile buttarla via così, che tutto si sarebbe aggiustato. Lui gli rispose che aveva perso il lavoro e non aveva più i soldi per pagare il mutuo. Mario gli diede la sua carta di credito, dicendogli di usarla tranquillamente per saldare i suoi debiti. Il ragazzo lo ringraziò piangendo e lui se ne andò compiaciuto.
Riuscì appena in tempo ad incontrare la bellissima donna sulla strada per l'altra stazione: si tolse la fede e la invitò a prendere un caffè al bar. Stavolta riuscì ad ottenere il suo numero di telefono e la promessa di un appuntamento romantico. Uscendo dal bar la salutò gettandosi nella pozzanghera e simulando una gara di nuoto in stile libero. Completamente fradicio, scese in stazione ed incontrò il tizio con l'Iphone: non avendo più la carta di credito, consegnò allo stupefatto uomo tutti i contanti del portafoglio e la sua fede di matrimonio. Egli chiese se fosse davvero sicuro... Mario annuì facendo spallucce. Scese dal treno pensando a come avrebbe potuto fare ancora meglio della volta precedente! Allungò la mano sovrappensiero sul bottone.
Lo premette.


Fine del loop

Non successe nulla.

Improvvisamente si accorse che la sua mano era poggiata sul freddo marmo della stazione. Il bottone non c'era più. Lo cercò ovunque, ma niente... era sempre stato lì, ne era sicuro. Notò, poco sotto il punto dove aveva poggiato la mano, delle parole scritte col pennarello indelebile, in una grafia precisa, quasi calligrafica.

Funziona solo 5 volte


Conseguenze del ciclo

Quel giorno Mario Rossi si svegliò un po' in anticipo. Fece colazione: Angela era già pronta e raggiante per la giornata lavorativa che li aspettava. Scesero insieme di casa, sul portone lei gli diede un bacio sulla guancia e si salutarono.
Mario passeggiava tranquillamente per strada, pensando a quello che successe da quel giorno di due anni fa.

Aveva divorziato con sua moglie: ovviamente, lei non credette alla sua storia e non gli perdonò di aver scambiato la sua fede per un Iphone. In compenso, era felicemente fidanzato con la bellissima donna che incontrò due anni fa. Faceva lo stesso lavoro di prima ma da quel giorno aveva cambiato strada per raggiungere la metro: nei giorni di pioggia quella dannata pozzanghera era sempre lì e gli dava tremendamente fastidio. Qualche giorno dopo, incontrò di nuovo in stazione l'aspirante suicida al quale aveva regalato la sua carta di credito: lui gliela restituì ringraziandolo in lacrime e da quel giorno furono grandi amici. Non incontrò mai più, invece, l'uomo dell'Iphone.

Salì sulla metro pensieroso, giochicchiando col cellulare che gli era costato il matrimonio.
Quando scese sempre alla solita fermata, pronto all'ennesima giornata uguale alle altre, sul muro di fronte a sé vide un grande pulsante rosso, con sopra la scritta "Reset".

Era sbigottito.
Si guardò intorno: non c'era nessuno in stazione.
Cercò una scritta sotto il bottone, ma non trovò nulla.
Poggiò il palmo sulla sua superficie liscia.

Lo premette.