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È questa una litografia contenuta ad Oslo al Munch museet. Precedentemente l'artista aveva dipinto un olio su tela con questo titolo, poi decise di riprendere il tema in versione grafica con esclusione della figura maschile che appariva sempre vittima della seduzione. Quindi fossilizza la propria attenzione solo sulla donna, che anche se presentata in tre vesti, incarna sempre lo stesso ruolo, quello di colei che distrugge tutto. Qui la figura femminile è in triplice veste, per usare parole sue:
"di santa, puttana e amante infelice"
ma sempre tiranna. Questo tema è presente in varie litografie, divertendosi a intervenire sulla carta con il colore di matite e pastelli. Domina sempre il colore nero accentuando tutti i toni che erano presenti nella pittura ad olio. La donna che compare a destra nell'oleografia era quasi un'apparizione onirica, qui nella litografia è quasi una bambola e trasforma un sogno in fantasia d'infanzia. La donna al centro invece, reca tratti somatici appesantiti che la tacciono di volgarità espressiva, con seni, ventre e pube ben delineati. Il carattere drammatico si legge sul volto e sulla figura della terza donna. Qui anche gli occhi e le sopracciglia sono accentuati nei colori luttuosi. Qui rende macroscopica la prima rappresentazione con uno stile che prelude all'espressionismo. Munch dichiara che le sue litografie, xilografie e acqueforti sono state create per far fronte ai notevoli problemi economici. Infatti la possibilità di comporre tirature delle immagini già ritratte in altre opere d'arte,ne conteneva i costi e consentiva allo stesso di affermarsi sul mercato con pubblicazioni,raccolte e svariate mostre.