Negli ultimi anni si assiste ad un incremento di gruppi di amministrazione nazionale che si definiscono apartitici. Fra questi, quello di Macron in Francia e il Movimento 5 Stelle in Italia. Scoprendo l’etimologia del nome od osservando la funzione storica, si può scoprire la contraddizione.
Significato metaforico. Fonte
Politica deriva dall’amministrazione di un territorio che una volta rappresentava una città-stato. Oggi rappresenta l’amministrazione della concezione dello stato-nazione post rivoluzione francese.
Se si parte da questo assunto e dalla considerazione che ogni partito propone la propria forma di amministrazione, un gruppo politico non può classificarsi apartitico, proprio perché rappresenta un modo amministrare che si rifà ad almeno una scuola di pensiero economico, indipendentemente se li si vuole chiamare movimenti, gruppi politici o partiti, dove esistono per lo più differenze legali che sostanziali. Si tratta in ogni caso di associazioni di cittadini che vorrebbero amministrare o già amministrano seguendo almeno una scuola di pensiero economico.
Nel libro 1984, Orwell parla di un linguaggio che in alcuni casi rappresenta l’opposto di quello che si osserva nella società del libro. Tipo il Ministero della Verità (Menzogna), Campo della gioia (di concentramento), Ministero della Pace (della guerra), etc. Se ci si vuole divertire a far calzare questo linguaggio e questa concezione in questo contesto presente, si può osservare qualcosa del genere:
A seguito di ciò si può notare che oggi apartitico significa identificarsi con lo status quo, ossia una posizione neo-liberale che chiaramente include anche la relazione sul posto di lavoro chiamata capitalismo.
Sicuramente ha differenze col gruppo di Macron. Ma, così come la maggioranza dei gruppi politici, non mi risulta ha messo in discussione la relazione sul posto di lavoro più diffusa, chiamata capitalismo. Ha messo in discussione altro, tipo una società basata sul lavoro, l’automazione, etc.
Se si decide di indossare gli occhiali di Orwell, si vede una possibile truffa linguistica dietro al termine apartitico, scoprendo nuovamente, magari, un lupo che si traveste da pecora e tenta di mimetizzarsi nel gregge.