Non penso si tratterà di una novità quando qualcuno leggerà che non mi sento ottimista sul futuro dell’Italia. In Siria delle persone hanno deciso di non andarsene perché pensavano che la situazione sarebbe migliorata. Invece col passare dei giorni sia le macerie che i morti aumentavano.
Ovviamente in Italia non abbiamo una guerra civile. Per ora. Abbiamo un esercito di precari, macerie nel campo dello stato sociale (o welfare), dissanguamenti su vari diritti tipo la pensione, una certa quantità di poveri assoluti su un campo minato, varie questioni-bombe ad orologeria, etc.
L’approccio individuale e quello collettivo
La scuola economica neo-liberale e liberale si legano alla responsabilizzazione dell’individuo e all’azione individuale. Qualche esempio:
- Vuoi ridurre le emissioni delle auto? Compra questo modello.
- Vuoi risparmiare sulla luce? Compra questa lampadina e aiuterai anche l’ambiente!
- Vuoi salvare dalla sofferenza questi animali? Compra questo tofu.
- Ti senti stressato a lavoro? Fatti ascoltare da uno
amico a pagamentopsicologo.
Situazioni globali vengono scomposte in una moltitudine di contributori dove tendenzialmente nessuno ha più responsabilità di altri. Da qui si sprona l’azione individuale nella speranza di alterare una situazione globale.
Se vari elementi di un paese non piacciono e questa condizione causa ad una persona vari disagi, la soluzione più efficiente che percepisco dal punto di vista temporale sta nel trasferirsi in un paese più gradito.
L’approccio collettivo ha più a che fari coi gruppi. Qualche esempio:
- Vuoi ridurre l’impatto ambientale del tuo comune? Fai una istanza, una petizione al sindaco o scrivi una legge di iniziativa popolare.
- Vuoi risparmiare? Crea un gruppo di acquisto
- Vuoi tutelarti maggiormente a lavoro? Aderisci ad un sindacato
- Vuoi più attenzione verso certi argomenti? Aderisci ad un partito e partecipa alle sue attività territoriali
Un limite di questo approccio sta nell’avere gruppi numerosi che però partecipano meno di quanto si vuole.
Se vari elementi di un paese non piacciono e questa condizione causa ad una persona vari disagi, la soluzione in questo caso consiste nella frequentazione di vari gruppi di persone che condividono sofferenze o disagi simili.
Niente vieta di utilizzare entrambi gli approcci. Ma delle persone che conosco all’estero, nessuno ha partecipato ad attività politiche, persino negli ultimi referendum. Questi casi personali chiaramente non creano un campione statistico valido.
L’evoluzione della partecipazione in alcuni gruppi
Si osserva come al variare della classe d’età (coorte), il tipo di partecipazione cambia. I giovani di oggi preferiscono riunioni di associazioni e cortei a riunioni politiche e donazioni politiche.
Attenzione però: le nuove forme di partecipazione vengono denominate espressive e non hanno particolare influenza sulle scelte di amministrazione su macro-scala. Il maggior interesse in tematiche non collegate a gruppi politici si rischia di pagare con meno rappresentanza politica dei giovani.
Conclusioni
Ho mostrato come l’approccio collettivo rappresenta un modo per alterare quegli elementi non apprezzati. Però i giovani italiani tendono a preferire forme di aggregazione che rischiano di non produrre rappresentanza politica che tratta i loro interessi. Penso che il parere personale trasuda dal primo articolo collegato e dalle parole di quest’ultimo.