La parola "catena" un tempo aveva prevalentemente un significato concreto. Una catena ornamentale, magari d'oro, oppure la catena di un prigioniero o quella della bicicletta. Ma anche in senso metaforico si usava il termine. "Questo è amore è una catena", "M'hai messo le catene" e così via.
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Solo molto raramente usciva fuori la "catena di Sant'Antonio", stupida e fastidiosissima, lettere scioccamente minacciose che incitavano a fare copie e spedirle ad altrettanti malcapitati, pena terribili disgrazie, tragedie e morte.
Ricordo che quasi nessuno le prendeva in considerazione, erano ritenute frutto di menti malate e prive di cultura, sciocchi e spregevoli.
Ma, come dicevo, erano eventi rari.
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Da quando ci sono i social, invece, sono venute fuori catene di ogni tipo, con le richieste più idiote che abbia mai sentito in oltre sessant'anni di vita. Facebook e WhatsApp sono piene di queste perle. Quotidianamente appaiono frasi inquietanti (e deficienti) su ogni argomento, dalla sicurezza informatica, al malocchio, alle invocazioni a Padre Pio o altri santi. "Copia questo messaggio e incolla sulla tua bacheca". Mi raccomando.
Ce ne sono alcune apparentemente innocue, ma in effetti noiose e inutili, tipo mettere un cuore per la prevenzione del tumore al seno. Io generalmente rispondo : "Fatevi una mammografia, altro che cuore".
Ma la cosa più curiosa è che i soggetti condivisori di tali perle sono trasversali ad ogni condizione sociale e culturale, prova evidente che la stupidità e la superstizione non si annullano con la laurea e tanto meno con i soldi.
Tra tutte queste "catenelle da tre soldi", quelle che mi fanno più arrabbiare sono sul cancro e soprattutto sui malati, specie se bambini. Ora io ho lavorato per moltissimi anni in ambiente oncologico e ne ho viste di tutti i colori, ho assistito al dolore degli ammalati e delle loro famiglie, ho purtroppo avuto anche gravi malattie di persone a me vicine, per cui posso ben dire che queste catene sono offensive e segno di grande debolezza di pensiero, oltre che testimoni del non avere idea di cosa sia davvero un certo tipo di patologia.
Sono una sostenitrice dei social e credo che siano per molti versi utili, ma questo è uno degli aspetti deteriori (non il solo). Condividendo tali inutili messaggi, certi soggetti si sentono buoni, probabilmente, anche generosi, forse.
Io, per non sbagliare, li blocco, ma c'è sempre qualcuno che ci casca.
Comunque, se mi volete mandare catene, accetto solo quelle d'oro, eventualmente d'argento. Le altre ... nel cestino!