Da molti anni, in un mio personale linguaggio, chiamo il 31 luglio "apice dell'estate".
Perchè apice. Prima di tutto, perchè, generalmente, sono giornate calde, ma anche molto luminose. Poi perchè agosto, pur nel suo essere un mese vacanziero, ha già un che di autunnale. E infine perchè fino alla fine di luglio, l'estate (specie in gioventù), sembra luna e promettente, poi scivola via.
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E' un mio vezzo dare nomi a certi giorni dell'anno, fuori dalle denominazioni abituali.
Comincio in gennaio, il 3, il giorno "qualunque". E, a tal proprosito, cito una mia poesiola in rima di diversi anni fa.
Il 3 gennaio
Sono il Tre di gennaio,
giorno banale,
stretto tra Capodanno e la Befana,
oppresso dai residui del Natale,
battuto da una fredda tramontana.
Stelle fredde nel cielo e poco sole,
molti le strenne hanno lasciato
al verde.
Già pensano alla dieta le signore
e l'aria delle Feste si disperde.
Il Capodanno fa dell'ironia,
dice che sono labile e depresso,
un crisantemo di malinconia,
la sagoma sfilata di un cipresso.
Non pensa a quanto è facile la vita
per lui nato tra fuochi artificiali
e non capisce proprio la fatica
di chi non ha maiuscole e regali.
Mi sono anche rivolto al sindacato
per spostare la data delle Feste,
ma il Tempo mi ha risposto un po' seccato
che non sono gradite le proteste.
Non so davvero se vi sembri onesto
che a certi giorni tutto sia concesso,
e a me che sono semplice e modesto
non possa neanche un sogno esser permesso.
Basta: sono deciso a scioperare,
a rubare la scopa alla Befana,
a rapire le renne del Natale,
perchè questa vicenda è disumana.
Voglio dai Magi mirra, incenso ed oro,
e la Notte Silente e la cometa.
Chiedo per me la dignità e il decoro
per diventare una giornata lieta.
Il 31 gennaio, invece, è per me "l'apice dell'inverno", in contrapposizione alla giornata odierna.
Poi si continua con febbraio, il 16, detto "la completezza". Passata la candelora, ma anche San Valentino, rimane il centro del mese più corto.
Abbiamo poi marzo, il primo, per motivi personali, mi ricorda diversi avvenimenti importanti della mia vita ed io lo chiamo "il giorno dell'orchidea".
In aprile, mese crudele, sono d'accordo con Eliot, il mese più crudele, il 10 aprile, il giorno della verbena.
Viene maggio odoroso, col giorno 16, la bellezza.
E poi, a seguire, giugno, con il giorno 24, San Giovanni Battista per la chiesa, per me "il giorno dell'alba".
E così siamo a luglio, al 31, appunto oggi.
Poi agosto, il 23, "il giorno della tregua".
Settembre, il 16, "la saggezza".
Ottobre, beh, qui sono banale, il 28, il mio compleanno.
Poi novembre, il 15, "Il destino".
E infine dicembre con il 18, "il giorno dello zio".
Sono date personali, lo so, ma formano un mio calendarietto un po' cabalistico, un po' consolatorio.
Tutti possiamo stilare le nostre dodici date, o più, io ne ho tredici.
Non serve a niente di concreto, sicuramente a farci compagnia da soli, parlare con se stessi e avere piccoli particolari di riferimento.
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