Non sono ancora entrato in fase ferie, l’azienda chiude a fine Luglio e sono in alto mare con i preparativi.
Selfie d’autore
Come al solito, quest’anno precisamente a partire dal 28 Luglio, per 3 settimane l’azienda per cui lavoro chiude per le ferie estive. Da qualche anno ormai sacrifico le vacanze per il bene maggiore personale ma stavolta sento che staccare la spina può non farmi che bene.
Da zero a cento, non esistono mezze misure.
Ecco che quindi il mio programma estivo prevede un breve soggiorno camping in montagna con la crew venutasi ormai a formare quasi per caso in un improbabile momento di allineamento astrale.
Seguito da una teorica settimana in Campania, sull’isola di Procida, terra natale di mio bisnonno, il quale ha una sorella ancora in salute dell’età di 97 anni che mi piacerebbe andare a trovare. “Teorica” perché l’idea mi è balzata ormai ad estate inoltrata e anche se mio cugino ha un resort nel quale alloggiare, siamo in alta stagione quindi devo ancora avere la conferma.
Verrò senza alcun dubbio decisamente messo a dura prova nel mio percorso di definizione muscolare dall’arte culinaria napoletana ma come dir di no alla ricetta della pizza originale?
Poi in una settimana di sgarro non muore nessuno, non ho mai capito perché nel nostro sport si scambiano gruppi d’alberi per foreste.
Tornato poi da Napoli, visto che avanzano una decina di giorni ancora, pensavo ad una prenotazione last minute su Travala, sito simile a Booking ma che consente l’acquisto dell’intero pacchetto vacanze in criptovalute, sapete che per me poter spendere Monero o Bitcoin Cash al posto dell’euro è una vera goduria.
Ed ecco che poi riparte la mia decima stagione dell’inferno il lavoro, con turni al limite delle potenzialità psicofisiche umane, ma sopravviveremo per l’ennesimo anno, per me ufficialmente l’ultimo stavolta.
Ci sono andato veramente molto cauto nel mio percorso, avrei potuto scegliere di smettere di lavorare molto prima ma quella vocina in testa che ti dice che ancora non è il momento nel mio caso è stata la ragione per cui ho tenuto duro qualche anno in più per consolidare ulteriormente la mia posizione finanziaria nonostante le continue giornate difficili ad attendere letteralmente la fine del turno.
L’unica cosa che conta è martellare senza fermarsi, ci vuole il tempo che ci vuole ma l’importante è non smettere.
Ultimamente ho ridimensionato molto la mia presenza sui social media, limitandomi a molte Instagram stories ignorando completamente Facebook e Twitter.
Paradossalmente credo che Facebook per quanto riguarda l’aspetto puramente “social” sia giunto al tramonto, potrebbe continuare ad essere utile per aziende in cerca di clientela, ma tra privati ormai, l’interazione è stata palesemente sostituita dagli algoritmi.
Anche Instagram in realtà ma per lo meno c’è ancora quel rapporto influencer-utenti che su Facebook manca. Ho una mezza idea di eliminare il profilo ma sapete, un pò mi dispiacerebbe, dopotutto è una storia nata nel lontano 2009 ed anche se non sono io il proprietario legittimo di quell’account, storie, contatti e ricordi lo sono, vedremo.
Ad Hive manca proprio un’app come Instagram per poter fare davvero il botto, non a caso Appics, prima del famigerato fork da Steem, era una delle applicazioni flagship della blockchain. Manca quel social spiccio con monetizzazione integrata.
Negli ultimi mesi ho introdotto Hive a molti dei miei contatti su Instagram, purtroppo la maggiorparte delle volte la singola foto viene vista come spam o over-rewarded, il che parzialmente è giusto.
Tuttavia, penso bisogni cercare un compromesso tra il payout governance (HP) che ogni account a prescindere dovrebbe ottenere, ed un eventuale token autore come nel caso di Appics lo era APX, ora in migrazione su Telos.
Si sta facendo un ottimo lavoro a livello software con il second layer che potrebbe essere la chiave di volta, se non altro preferirei vedere HIVE come token risorsa per le applicazioni e non come reward.
Sarà un inverno caldissimo per le crypto, ma prima godiamoci le vacanze estive.
-Fede