Se le API scomparissero dalla terra, all’uomo non resterebbero che 4 anni di vita (cit. A. Einstein)
Questa volta non parliamo delle usatissime API (Application Programming Interface) del mondo informatico, ma dell'insetto forse più importante del pianeta.
[Immagine riutilizzabile - Immagine CC0 creative commons]
Il suo ruolo all'interno dell'ecosistema globale è fondamentale. Non per la produzione di miele ma per un lavoro che, anche se dato per scontato, permette alla vegetazione di riprodursi e procreare: l'impollinazione.
Più dell'80% dell'impollinazione globale è opera delle api e una loro scomparsa potrebbe causare una catena di eventi che, inevitabilmente, si ripercuoterebbero anche sull'esistenza dell'uomo. Einstein aveva capito subito la gravità della situazione e la sua scoperta non ha impatti sulla Relatività, ma direttamente sulla Realtà.
Dalla sua frase storica è passato ormai qualche decennio e la tematica di sensibilizzazione al futuro delle api non è mai stata tanto promossa come negli ultimi due anni.
Nell'Unione Europea il numero di alveari si è ridotto di più del 50%, negli USA del 30% e in Italia di circa il 20% (fonte). Anche nel Bel Paese il fenomeno sta prendendo sempre più piede. Ma quali sono le cause dietro questa graduale "estinzione"?
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Non parliamo solo di inquinamento ambientale in termini di emissioni di anidride carbonica e gas, ma anche di utilizzo di pesticidi e diserbanti.
In Cina il 95% delle api si sono ormai estinte o sono migrate altrove (fonte). La corsa folle del paese all'industrializzazione ha causato dei forti cambiamenti ambientali, insostenibili e altamente nocivi per le api.
In alcune contee cinesi, gli abitanti sono costretti ad impollinare a mano le piante durante la stagione della fioritura.
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Il loro lavoro, naturalmente, non è lontanamente efficiente quanto quello svolto dall'insetto e ciò ha forti ripercussioni sulla natura.
Oltre all'inquinamento uno dei fattori che sta contribuendo all'estinzione delle api è un parassita chiamato Acaro Varroa (fonte). Questo si nutre del sangue dell'insetto e si riproduce durante le covate. Riduce notevolmente le difese immunitarie delle api, esponendole maggiormente agli effetti di pesticidi e di agenti patogeni.
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In America si sta già cercando di trovare una soluzione tramite l'utilizzo di piccoli droni chiamati "RoboBee" (fonte), che dovrebbero in qualche modo sostituire le api, impollinando meccanicamente i fiori.
Ma la vera domande è: "Vogliamo veramente che il mondo in cui viviamo diventi artificiale?"
Non serve molta fantasia per capire quale futuro ci attende in questo caso.
[Immagine reperita tramite screenshot - film Matrix]
Proprio come in Matrix, continuando di questo passo tra qualche decennio potremmo essere proprio noi ad essere in qualche modo sostituiti tramite droni o robot.