Non credo nelle banane gialle da qualche tempo. Qualcuno mi ha raccontato che i kiwi sono marroni all'esterno e verdi all'interno. Se si potesse fare una ricerca seria e approfondita indagherei da dove hanno avuto origine queste illusioni e, per quale motivo si ripetono.
L'indolenza, invece, ha fatto riemergere un'idea magenta e della polvere che ricopre vecchi racconti, dove la necessità di una luce obliqua e la consapevolezza che le stesse parole ripetute sostanzialmente uguali per secoli non destano interesse in chi le legge, non hanno avuto nessun beneficio, né hanno impedito, all'autore, di perpetrare nuovamente l'errore.
Categoria: Narrativa: Racconti e Poesie, Introspettivi.
La culla del rinascimento. La sindrome di Firenze. I marmi immobili come metafora del tempo che ci circonda, ci scivola vicino e ci sfugge. Le risposte possono essere solo progetti visionari capaci di fissarne un incontro fugace, in certo momento. Architetture di un futuro che non si porti dietro la decomposizione indolente e risposte laconiche.
Ma se questi progetti non ci sono e, non ci saranno, cosa rimane? Quali saranno le strade che incontreremo e i palazzi che ci circonderanno? Mentre osservo un Barboncino e una bomboletta spray, che non potranno essere né un mezzo, né il fine.
Forse, poco meno che una parentesi.
Categoria: Narrativa: Racconti e Poesie, Introspettivi.
Credo che fossero del dott. Edward Tolman, uno dei precursori del cognitivismo, l'intuizione e gli studi sul comportamento in quanto rivelatore di cognizione e di intenzionalità, per quanto orientato a un determinato scopo.
Dove lo scopo, secondo lo stesso Tolman, era verificato dalla presenza di una delle seguenti condizioni:
Il persistere della presenza dell'oggetto-meta, indipendentemente dalla variabilità nell'adattamento agli ostacoli che si frappongono per raggiungerlo.
Modifica del percorso intrapreso a seconda della variabilità della posizione finale dell'oggetto-meta.
Cessazione dell'attività di ricerca nel momento stesso in cui l'oggetto-meta svanisce.
Negli approfondimenti che ne sono seguiti, comprendo che Johw Bowlby e Ainsworth introdussero il concetto di caregiver, e il Modello Operativo Interno da cui derivano gli studi sui comportamenti di attaccamento.
Intuisco che nessuno di loro si soffermò sulle conseguenze di una enciclopedia e sulle declinazioni del professor Alfred Fon Fauve.
Se dovessi definire questo paese userei le parole di Kundera: l'insostenibile leggerezza dell'essere. Non perché ne debba necessariamente elogiare le figure retoriche, ma in maggior modo perché ho maturato l'impressione che l'ossimoro, nel nostro paese, devono avercelo ficcato dentro le proteina della cromatina, così che possa tramandarsi di generazioni in generazione. Un po' come le emorroidi.
Categoria: Narrativa: Racconti e Poesie, Introspettivi.
L'orologio da polso che monta il maggior numero di complicazioni, al momento in circolazione, è composto da millequattrocentoottantatre singoli pezzi.
I virus sono organismi endocellulari.
Essere al corrente di questa contrapposizione, alla fine, non aggiunge nulla a quanto ci può interessare. Sospettare, invece, che la moltitudine di quegli ingranaggi dettino il tempo che ci separa dall'altra singolare semplicità potrebbe non farci distogliere lo sguardo dalle lancette dell'orologio.
Categoria: Narrativa: Racconti e Poesie, Introspettivi.
Ci sono luoghi dove l'entanglement atavico con la terra e il suo sangue non può proprio essere rappresentato con il riverbero di un sogno lontano e sottile. Il sapore di un formaggio di pecora, o di capra. La sapidità del vino e la carne rossa della selvaggina. Gli scarponi che calpestano le foglie secche del bosco. Qualcuno che imbraccia un fucile.
Quando senti il guaito dei cani o il corpo levigato dalle lenzuola fresche.
Un accento francese che risuona nell'alba... Prima del caffè.
H. G. Wells all'inizio del suo romanzo "La macchina del tempo" scriveva: "può un cubo che non duri neanche un secondo avere un'esistenza reale?".
Credo fosse intenzione dello scrittore sottolineare che la mente umana, che ben distingue le tre dimensioni di cui è composto lo spazio, tende ad omettere quella del tempo. Forse, dice Wells, perché "siamo consapevoli di muoverci in una sola direzione..., dal principio alla fine della nostra vita".
Rammento, a questo proposito, l'immagine evocata da Borges, che scriveva che l'uomo è l'unico animale in grado di perdersi in questo labirinto lineare.
Nel ripercorrere la storia di San Quirico mi sono imbattuto in entrambe le debolezze.
Categoria: Narrativa: Racconti e Poesie, Introspettivi.
Non so se è competenza di un idraulico, dei muratori o di chi altro. Lascerei comunque in un angolo, per questa volta, i semiologi. Ma c'è qualche cosa che non va nel fluire dell'idioma che usiamo. Non credo funzioni più e sembra proprio che non ce ne siamo accorti.
Si dice che il Verbo di Uno abbia generato ogni cosa. Qualcuno, invece, crede che i suoni emessi dagli antenati totemici siano stati la genesi del mondo apparente. Eppure, ora, se sillabi un sogno non mi pare proprio che si avveri.
Non mi rimane che immaginare una speranza nella infantile omissione di due lettere, e in un soffio che può trasformarsi in bolle di sapone.
Ho sempre ritenuto che la conclusione di qualsiasi cosa debba avvenire come una goccia che scivola sulla finestra. Non perché questo cambi un destino.
Immagino, più probabilmente, perché nulla lo possa cambiare.