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FLUSSO DI COSCIENZA: ritorno al lockdown

Angoscia. Come potremmo definire questo periodo di tempo se non con questa parola dal momento in cui stiamo vivendo una situazione quasi surreale, dove il tempo, le vite, le azioni quotidiane sono state sono state congelate. Non sappiamo cosa ci attende per il futuro, non sappiamo come è se la cosa si risolverà, non sappiamo quanto ci vorrà, ma soprattutto non sappiamo cosa sta accadendo intorno a noi. Un intero mondo si è fermato e le nostre vite con esso.

Sembrava impossibile...

... che città come Milano, Londra, New York, Hong Kong... si potessero fermare da un giorno all'altro, quel che si è verificato non è altro che un crollo. Un grande ed enorme crollo. Economico, logistico, sanitario, fisico e mentale. Da "eroi ed eroine" siamo passati ad essere come uccelli in una gabbia, privati della loro libertà per sottostare ad una sorta di iniziativa comune al fine di salvaguardare la salute dell'intera società; così definirei la quarantena, dall'essere la specie più egoista sulla Terra, tutto d'un tratto l'uomo si è trasformato nell'espressione massima di solidarietà. Od egoismo nascosto da una maschera di solidarietà?

  • È sorprendente anche vedere come in un momento nel quale la Terra stesse chiedendo letteralmente aiuto, a causa dell'inquinamento, dello sfruttamento di territori e materie prime, della crescente industrializzazione, dello scioglimento dei ghiacci e degli incendi boschivi... Tante problematiche, troppe, tutte insieme.

Il virus è risultato essere quasi una sorta di sollievo per il nostro pianeta sull'orlo del collasso: le emissioni di gas inquinanti sono quasi pari a zero, le industrie non producono più scarti o scorie, le automobili sono ferme nel vialetto di casa, le navi in porto. La natura adesso ha il tempo di respirare, di godersi una pausa lungo il cammino che la porterà al suo declino.

Io non credo al destino...

... come non credo ad una qualsiasi forza sovrannaturale, al contrario sono convinta che tutto accada per un motivo ben preciso, con un fine chiaro. Tutta questa situazione però, seppur possa sembrare una coincidenza, mi sta facendo ricredere. L'uomo fino ad ora si credeva padrone di tutto, capace di fare qualsiasi cosa, aveva bisogno di un qualcosa che lo rimettesse al suo posto, che gli facesse capire i danni che sta provocando.

Il virus da predatori, ci ha trasformati in prede.

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foto e testo by elikast@elikast,riflessioni durante le lezioni in DAD

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