Il 17 febbraio, come ogni anno da 418 anni, è la ricorrenza del sacrifico di un filosofo, un filosofo particolare, ricordato in tutto il mondo, sopratutto in Europa e la nostra Italia, Giordano Bruno.
Colui che viene definito il fondatore del libero pensiero, dando il via ad una corrente di pensiero, senza dubbio rivoluzionaria, ed ancora attuale, come solo chi riesce a guardare al futuro, verso l’infinito, riesce a fare. Solo gli innovatori veri risultano sempre contemporanei.
Oggi giorno la lotta di Giordano Bruno, può apparire scontata, perché la rivoluzione con lui avviata si è in gran parte compiuta, anche se la vera libertà l’uomo non l’ha ancora raggiunta. La vera libertà di pensiero, è spesso, troppo spesso deviata. Ha aperto la mente agli uomini dell'epoca e indicato la strada verso il futuro.
Originario di Nola, è stato grande studioso, scrittore, filosofo e monaco appartenente all’ordine domenicano.
Particolare quando appena ragazzo rifiuta il nome di Filippo, dettato dalla regola domenicana, per scegliere il nome di Giordano. Ancora giovanissimo, frequentava gli ambienti romani del Vaticano. Per la sua insofferenza verso i dogmi e la volontà di pensare autonomamente fu condannato ad un primo processo per eresia, che lo portò ad una lunga peregrinazione per l’Italia, fino ad arrivare in Francia. Numerose intanto le sue opere, ed arriva in Inghilterra, dove la sua vena letteraria si fa ancor più produttiva. Il suo viaggio per l’Europa prosegue, e giunge a Praga, poi a Helmstedt ed infine a Francoforte. Abbraccia tutta l’Europa in un viaggio che per l’epoca non era da poco, anche perché era sempre voluto e ospitato da grandi famiglie dell’epoca. Le informazioni riguardo la cultura e la filosofia in Europa già correvano veloci.
Decide di tornare in Italia, paese natio ma per le sue idee pericoloso, in quanto l’inquisizione voleva processarlo. Il 23 maggio 1592 l’arresto a Venezia. Dopo un lungo ed estenuante processo, durato ben 8 anni, con il trasferito nelle carceri romane dell'Inquisizione il 27 febbraio 1953, ha continuato a far valere i suoi principi quali la non generazione delle sostanze, la molteplicità dei mondi ed il moto della Terra. Viene condannato al rogo e arso vivo il 17 febbraio 1600 a Roma in piazza Campo dei Fiori, dove oggi domina la sua statua commemorativa eretta nel 1849.
La Statua riporta la scritta:
A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse
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