10 anni dopo il 15 marzo del 2011, quando anche i siriani scesero in strada per protestare contro il regime, al potere C'è sempre lui Bashar al Assad, nominato presente la morte del padre a Fez nel 2000. la sua Siria, tuttavia non è più Integra è Sovrana. ci sono tante Sirie, e su ognuna di esse c'è una potenza straniera decisa a mantenere la sua influenza e a difendere i suoi interessi. 10 anni, 500 mila morti 5 milioni di rifugiati dopo la Siria è un paese a pezzi ridotto in macerie. Grazie Le Milizie iraniani e agli Hezbollah libanesi ma soprattutto all'intervento della Russia, Assad ha per così dire vinto la guerra. oggi Controlla il 70% del territorio. nel 2015 quando stava per capitolare se non fosse accorsa Mosca il suo aiuto, ne controllava a malapena il 40%. Eppure anche in questo stato mutilato soldi non ce ne sono. tenuto conto della svalutazione della Sterlina siriana il budget 2021 è di circa 2,3/2,4 miliardi di dollari. il che non è per nulla sufficiente a coprire i bisogni primari della popolazione nelle aree controllate dal regime.
Se consideriamo che prima della rivolta del 2011 superare ampiamente i 10 miliardi di dollari si comprende l'entità della crisi. e le conseguenze su di una popolazione che ha vissuto un prolungato trauma collettivo. Ormai l'ottanta per cento dei siriani vive in estrema povertà Lo ha reso noto l'ONU un rapporto del 2019. ma in questo momento chi dispone dei fondi per la ricostruzione? le Stime di divergono, si parla di un affare da 200 a 400 miliardi di dollari.
Gli investitori più accreditati sarebbero Russia e Iran ma sono in difficoltà economica e per cui non hanno i fondi per finanziare la ricostruzione. I russi hanno stretto diversi accordi preliminari Ma alla fine nessuno di questi si è concretizzato.