Questa notte non ho dormito molto bene perché l’amico di Ibarra aveva il cellulare fuori uso e non poteva comunicare con me. Aveva promesso di aiutarmi a trovare una sistemazione al centro di Quito e per questo contavo sul suo aiuto altrimenti dovrò fare da solo come al solito. In tutti i modi mi ha comunicato un numero di telefono a cui poter telefonare domani mattina. Appena alzatomi ho preparato lo zaino per poi andare a fare colazione con Padre guido che mi voleva accompagnare al centro della capitale. Insieme al suo amico autista siamo partiti e durante il viaggio il padre mercedario mi spiegava i posti in cui eravamo prima di entrare nel centro storico. Qui sono giunto mentre gli alunni aspettavano l’apertura dei cancelli per entrare nella scuola ed iniziare le lezioni.
Qui ho telefonato al numero di contatto, Marcello, che gentilmente è venuto a prendermi perché mi stava aspettando avendo ricevuto la telefonata da Padre Arturo e che era molto contento di ospitarmi per qualche giorno. Ho lasciato lo zaino a casa sua ovee ho conosciuto la moglie e il nipotino Nicolas che è molto simpatico e sveglio. Il padrone di casa si chiama Marcello ed è architetto che gestisce un suo studio privato. La moglie è una commercialista che svolge il suo lavora nello studio del marito.
Dopo essermi fermato a parlare con loro sono andato con il bus al centro per iniziare a visitare la città. Mi sono portato con me le indicazioni fornitomi da Padre Guido che è nato a Quito e che la conosce molto bene. Ho visitato la basilica della Merced che è una delle prime chiese costruite in questa città e che è stata ricostruita dopo il sisma. Essa è sorta sulle rovine di un antico tempio indigeno come avevano fatto i cristiani nel costruire i loro tempi sulle rovine di quelli pagani dopo l’editto di Costantino. Da lì mi sono spostato attraverso Via Chile verso il centro ove cci sono gli edifici pubblici più importanti. Volevo visitare la Cattedrale che era chiusa come tanti altri edifici religiosi che aprono soltanto durante la celebrazione dei riti. A questo punto ho attraversato le vie del centro storico pieno di negozi, di palazzi governativi e di chiese.
Dato che era possibile visitare gratis il palazzo del governo mi sono prenotato e sono entrato insieme agli altri con la guida. Prima di entrare abbiamo dovuto subire il controllo che avviene quando si entra nell’aeroporto per motivi di sicurezza. In questo palazzo risiede il Capo dello stato Correa. La signorina che ci guidava ci ha detto di non usare il cellulare e di muoverci in gruppo e di attenerci alle disposizioni generali per motivi di sicurezza. Abbiamo visitato alcune sale importanti come quelle delle riunioni di rappresentanza.
Dato il lavoro che svolgono le guide è normale che esse debbono parlare degli atti del Presidente che ha cercato di apportar alcune modifiche nel palazzo. Prima di finire il giro abbiamo visto la sala in cui ci sono le varie onorificenze ricevute nella gestione dei vari mandati presidenziali. La ragazza ha cercato di essere esauriente nella sua spiegazione e ogni volta che terminava di parlava ei chiedeva se avessimo domande da porre. Da lì mi sono mosso per visitare il museo e la chiesa di san Francesco ove la mia guida ha parlato delle tecniche pittoriche usate dagli artisti nella rappresentazione di alcuni elementi religiosi anche per farsi intendere dal popolo che non era in grado di leggere. Attraversando le varie strade mi sono fermato per entrare nel museo e nella chiesa dei gesuiti. Ho passato sotto l’arco della reina costruito per adorazione verso la Vergine.
Nel centro storico mi sono mosso benissimo perchè le zone sono tranquille sia per la presenza della polizia e soprattutto per il carattere molto tranquillo della popolazione che è sempre molto educata e gentile.
Nel tardo pomeriggio sono rientrato nella casa di chi mi ospita. I padroni della casa hanno 4 figlie e un nipotino stupendamente simpatico. E’ una famiglia stupendamente tranquilla ove ognuno sta al suo posto con i genitori che basano il loro lavoro educativo sull’esempio e sul rapporto speciale tra marito e moglie. Mi fanno fatto trovare a loro agio trattandomi come un loro amico.