Riposato e rilassato ho lasciato l’albergo per passare dal santuario dove c’era pochissima gente assistere alla funzione religiosa mentre la piazza antistante e il mercato iniziava a riprendere la solita attività quotidiana.
Da ieri sono sceso parecchio e so che a Quito sarò intorno ai 3000 metri di quota. In Italia avvertiremmo subito una temperatura bassa ma qui mi sembra di essere su un altro emisfero perché a quest’altezza si producono fave e e piselli che non potremmo coltivare nelle zone di montagne. Sulla panamericana il traffico era sempre più intenso sia con i mezzi pubblici che privati. Avevo pensato prima si partire che avrei trovato pochissimo traffico dato che oggi è sabato e le scuole sono chiuse. Avevo fatto male i miei calcoli. Non mi sono preoccupato di ciò perché avevo la possibilità di camminare con una certa sicurezza. Potevo anche ammirare il paesaggio ammirando le montagne ed alcune cime imbiancate.
Verso le otto ho raggiunto Checa che è un piccolo centro ove si può fare colazione solo nel mercato municipale perché non ci sono altri locali. Alla fine dopo aver cercato invano sono entrato in una trattoria dove la cuoca mi ha preparato ciò che avevo chiesto. Parlando con il gestore ho saputo che il paese ha avuto un sacerdote italiano che abita lì vicino e che h problemi di salute. Mi hanno gentilmente accompagnato alla sua casa dove ho potuto salutare Don Aldo che si muove a stento per l’ultima operazione. Ha 88 anni ed è molto lucido perché si rende conto di quello che parla. Mi ha detto che da molto tempo non ritorna in Italia e che si trova in Ecuador da oltre 60 anni e che si rende conto che attenderà con pazienza la fine della sua vita in una zona in cui ha dato molto.
Ad un certo momento ho ripreso il mio percorso attraversando Yaruqui ove ho trovato un traffico infernale con alcuni vigili in servizio. Più avanti c’erano alcuni ragazzi che vendevano frutta, aranciata ed altro agli automobilisti di passaggio. Mi sono messo a parlare con essi ed uno di loro si era ricordato che mi aveva visto alcuni giorni fa a Cayambe. Non mi ricordavo di ciò dato che ho visto tante perrsone.