4 settembre 2014 - Punto 0 dell'equatore

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Continuando sulla panamericana sono arrivato a quel punto geografico che sogno. Ho impiegato vario tempo per sistemare lo zaino e lasciare l’hostal per attraversare la città per poi immettermi sulla statale interamericana. Da ieri stavo pensando che oggi sarei passato da un punto geografico molto importante cioè dall’equatore 0.0 o dal punto della metà del mondo come dicono gli abitanti di questo paese. Prima di lasciare Cayambe ho notato molte persone impegnate nella passeggiata mattiniera per respirare un po’ di aria e per perdere qualche chilo. La maggior parte della gente si trovava nel parco ove c’erano alcuni attrezzi per gli esercizi ginnici.
Ho fatto le solite foto come fanno tutti coloro che passano da questo punto per poi fermarmi a avevo la possibilità di fare una bella colazione cercando di non toccare niente di quello che avevo nello zaino come riserva in caso di bisogno. Riposatomi ho proseguito il mio percorso andando su una bella salita guardando il panorama che efra speciale. Molta gente era impegnata nei lavori agricoli mentre le mucche erano lasciate libere di pascolare e di riposarsi. C’era molto traffico che non mi dava fastidio perchè riuscivo a camminare in una zona sicura. Per questo avevo la possibilità di pensare a quello che stavo vedendo in questo paese. In questi giorni sono andato al mercato coperto vedendo come manovravano il cibo. Nel vedere ciò ho pensato subito di non cibarmi in questi locali poco puliti. In colombia avevo notato maggiore pulizia sia in città che nei locali in cui si preparava il cibo mentre in Ecuador vedo i locali più sporchi con personale che non si affretta a pulire i tavoli nei ristoranti con il cibo rimasto lì.

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Sul versante della montagna come su quello che vedeva nella parte opposte notavo piccoli centri raggiungibile solo attraverso sentieri o stradine non asfaltate. Alla fine verso dopo le 12 ho raggiunto Oton ove mi avevano assicurato che avrei trovato un ristorante per pranzare. Grande è stata la mia delusione per cui ho comprato una cioccolata e una bottiglia di acqua. Per fortuna avevo qualcosa nello zaino per mangiare in caso di necessità dato che non trovavo niente di meglio in questo piccolo centro.

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Riposatomi ho proseguito il viaggio in netta discesa da arrivare quanto prima a Santa rosa dove mi hanno detto che non esisteva nessun locale per la notte. Dopo aver chiesto informazioni la polizia sulla strada avrei trovato un motel ha detto che un motel per la notte ma che dovevo provvedere quanto prima per il cibo. Fatte le provviste sono andato aventi per qualche chilometro ove c’era un locale a prezzi molto alti. A questo punto ho deciso di proseguire fino a Quinche sperando di trovare qualcosa di meglio.
Arrivato ho avuto altra sorpresa nel saper he esistono 3 hostal di cui solo uno ha internet mentre gli altri due hanno solo le stanze per dormire con il solito televisore. Alla fine ho preferito restare in quello vicino al santuario. Dopo sono andato a visitare questo luogo sacro di cui ho visto pochissimo dato che ci troviamo in una momento che ci troviamo in una giornata lavorativa.

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