Oggi sono rimasto sempre ad Ibarra perché il superiore mi aveva espresso il piacere che mi fermassi un altro giorno. La mattina ho accompagnato Padre Arturo im un’altra chiesa dove ha celebrato la Messa presentandomi ai fedeli. Egli è ecuadoregno ed ha studiato per 5 anni a Roma.
Ha percorso una volta il Cammino di Santiago e il suo sogno sarebbe quello di raggiungere alcuni santuari dell’America latina. Adesso è parroco e responsabile della Casa della Merced ed è cappellano militare, dove ha avuto modo di conoscere alcune situazione che nessuno di noi immaginerebbe. Come collaboratore ha un giovanissimo sacerdote colombiano e un confratello anziano che lavora sempre anche se ha qualche problema di deambulazione. .
Con loro c’è un padre anziano che è stato cappellano delle carceri e che ha viaggiato molti anni nei vari stati. Oltre a questi tre c’è un giovane che fa da autista e da cappellano e che è un tipo particolare e molto simpatico.Ho avuto modo di vedere il lavoro che fanno con i ragazzi e le attività che svolgono (come vendere caffè ed altro) per guadagnare un po’ di dollari per le spese della chiesa e il suo restauro. Hanno sempre il sorriso sulla labbra ed aiutano tutti. Oggi ho visto l’attività frenetica domenicale in cui sono impegnati dalle 7 di mattina fino a sera tardi.
Oggi pomeriggio con Padre Arturo e l’autista dopo il pranzo in un locale caratteristico sul lago siamo andati a trovare le suore scalabriniane che ci hanno parlato del loro lavoro che svolgono in Ecuador. Preparano le donne a svolgere il lavoro di esperte in computer o in altre attività e preparano gli uomini al lavoro di cuochi o di camerieri in modo che possano svolgere i lavori ove si sente grande bisogno.
Dopo hanno parlato con Padre Arturo della sua missione di cappellano nelle carceri e delle difficoltà che si trovano nel recupero di queste persone. Incontra mamme exdrogate che hanno alcuni bambini in pericolo di vita per il fatto di essere nello stesso ambiente perché non hanno voluto dare i piccoli allo stato che dà in adozione secondo la legge ecuadoregna.
La sera dopo cena mi sono divertito moltissimo perché avevano cercato di smontare un attrezzo che copriva l’altare e che non si capivano su quello da fare.