San Miguel de Ibarra è una cittadina posta sulle Ande nel nord dell'Ecuador. E’ conosciuta come "La Città Bianca" per le sue facciate e insediamenti spagnoli nella villa. E 'una città culturale dove predomina l'arte, la scrittura, la pittura, il teatro, e la storia; c'è anche una offerta turistica e albergo crescente offerto per l'intera area. Recentemente ha ricevuto premi come la capitale della cultura per la sua vicinanza a città come Otavalo (capitale della cultura cosmopolita dell'Ecuador, capitale della cultura indiana), Cotacachi (capitale gastronomica), San Antonio de Ibarra (capitale artigianale), Hatuntaqui (capitale della moda e del tessile).
In mattinata sono andato ad ammirare la cattedrale con la cappella annessa prima di andare a vedere la basilica della Merced odve sono stato trattano benissimo dai Padri mercedari che mi hanno invitato a trascorrere una giornata con loro. Ho girato il centro dove ci sono molti parchi; ho ammirato alcuni vestiti particolari delle donne con le camicette ricamate con stampati disegni di piante e uccelli con la gonna indulana in tessuto, sciarpa su misura in cotone o lana di pecora e con i sandali ai piedi per non parlare delle donne che hanno un berretto un testa con una piuma. Verso le dieci sono entrato nella curia vescovile per mettere il timbro sulla credenziale dove mi hanno detto di aspettare il vescovo che è bergamasco che sarebbe stato contento di salutarmi. Ho aspettato lui che mi ha salutato con grande affetto e che mi ha detto che è amico di vecchia data del vescovo di Taranto. Quando lo stavo salutando mi ha detto che avrebbe piacere se avessi pranzato con lui. Visto che era contento ho accettato e ci siamo dati appuntamento alle 13 nel vescovado.
Uscito dal vescovado mi sono recato a al museo della banca che trattava le civiltà indigene e del suo modo di vivere. Dopo sono andato a visitare la Chiesa di san agostino e la Basilica della dolorosa che era pieno di gente perr un funerale di una signora italiana sposata in Ecuador. In tutte due le basiliche c’erano dei lavori in corso per ristrutturarle e renderle più agibili. Alle 13 sono ritornato nel vescovado dove ho pranzato con i suoi collaboratori che hanno un ottimo rapportro con lui. Dopo sono ritornato al centro per visitare il museo municipale che contiene una bella collezione di reperti locali risalenti migliaia di anni.
Nel museo archeologico e etnografico–Atahualpa si cerca di ripristinare, preservare e diffondere il patrimonio archeologico della nostra gente. Si compone di due camere collegate da un tunnel. Ci sono prove di importanti archeologici della cultura dei Caranqui che vivevano negli altopiani settentrionali. La maggior parte dei campioni sono stati trovati nelle ultime scoperte registrate tra le rovine Inkawasi situati in questo importante settore di Ibarra.