Quando sono uscito dalla stanza ho visto pochissime persone nella zona per cui si respirava un’aria tranquilla ascoltando i rumori della natura lontano da quelli delle auto o della musica a tutto volume.
Dopo aver fatto colazione e aver salutato la gente che avevo conosciuto sono partito in direzione della cittadina La Paz che veramente è molto piccola con pochi negozi dato che le maggiori entrate dipendono dalla grotta. Dopo questo piccolo centro mi sono incamminato lungo la panamericana incontrando gli operai intenti ai lavori di manutenzione delle strade. Arrivato a Bolivar potevo aspettare di ammirare il museo preistorico. Ho preferito andare avanti in direzione di El Angel con la strada in netta salita per poi iniziare una lunga discesa fino a Mira.
Sono andato in municipio per chiedere il posto del museo archeologico e mi hanno detto che si trova nel comune di El Angel dove c’è un clima molto più rigido aa causa dell’altitudine. Mi hanno detto anche che nelle vicinanze potrei andare a Mascarilla nella valle del Chota per vedere il museo mascanas africane. Ho ascoltato il loro consiglio e sono andato a mascarillas ove c’è un museo di queste maschere sorta con la collaborazione di un gruppo del veneto. La ragazza addetta mi ha parlato del lavoro che stanno svolgendo con la collaborazione di qualche volontario. Il loro scopo è quello di far conoscere al mondo di far conoscere al modo l’africa e i valori del suo popolo. Nel Choto fa molto caldo e mi è sembrato di essere ritornato al clima di Cartagena in cui faceva un caldo terribile. Pazienza vuol dire che dovrò combattere ancora con il caldo.
Dopo il breve giro a Mascarilla sono rientrato a Mira che è il centro di un Cantone dove c’è molto poco da vedere secondo la gente del posto. I turisti si fermano in questa città solo per risparmiare qualcosa spostandosi dopo con i mezzi pubblici.
Nella prima parte ho visto abbondanza di boschi e i terreni coltivati a patate, piselli e a mais anche se può sembrare stano per noi italiani ammettere tali coltivazioni a quote oltre i 2000 metri. L’allevamento riguarda soprattutto bovini e suini oltre agli animali da cortile. Dopo El Angel ho visto il terreno molto arido senza alcuna coltivazione soggetto alle erosioni delle piogge.
Ho girato per le vie principali osservando il paesaggio e gli abitanti del posto anche se ho potuto ammirare i monti delle Ande che sono stupende con le sue valli.