Mi sono alzato alle cinque perché avevo intenzione di provare questo percorso; è da un po’ di tempo che mi muovo poco soprattutto con lo zaino poichè spesso ho utilizzato il mezzo pubblico per motivi di sicurezza.
Verso le sei mi sono buttato sul percorso cercando di tenere di vista quelli che mi potrebbero seguire come mi aveva suggerito il mio amico Manuel prima di salutarmi. Ho attraversato tutta la città prendendo la panamericana verso sud sperando di trovare qualche locale aperto per fare la colazione. E’ stato solo un vano desiderio sia perché prima delle otto non aprono questi locali sia anche perché sulla strada non c’era nessun locale aperto. Per fortuna avevo un po’ di frutta ed un litro d’acqua.
La strada era ampia e potevo camminare tranquillamente su un piccolo sentiero di terra battuta potendo ammirare il paesaggio e seguendo il corso dei miei pensieri. Spesso mi fermavo a scattare qualche foto e ad ammirare le finca controllate dai cani oppure a scambiare qualche frase con la gente che abitava in campagna. Vedevo che ai bordi delle strade c’erano sacchi di patate da vendere alla gente di passaggio. Nei campi vedevo oltre alle terre lasciate al pascolo e al mais molti campi coltivati a piselli e fave. Grande è stato il mio stupore perché non pensavo che ci fossero queste coltivazioni dato che abbiamo superato di molto i 3500 metri. Inoltre nel vedere la gente lavorare su un terreno in notevole pendenza come si faceva una volta nella prima metà del Novecento.
La strada saliva sempre per i primi 12 chilometri ed in seguito c’era qualche zona in discesa con molti saliscendi. Mi hanno detto che siamo oltre i 3400 metri di altitudine.
Verso mezzogiorno sono arrivato a Julio Andrade e mi sono messo subito alla ricerca di un locale per mangiare. Al centro ho trovato un trattoria con il menù del giorno che ho subito consumato data anche la fame che avevo. Dopo il pranzo sono ripartito per giungere a San Pedro de Huaca per mettermi alla ricerca di un albergo per la notte. Ho scoperto che esiste solo l’hotel de los peregrinos di cui sono l’unico cliente. Sistematomi ho avuto da alcune persone della biblioteca alcuni suggerimenti nei movimenti dei prossimi giorni e alcune notizie su questa cittadina. Il gruppo indigeno che occupava questa zona veniva chiamato dei Comuni Guacarino. Inoltre mi hanno detto che Huaca significa luogo sagrado.
Dopo sono andato a visitare la chiesa che è sede della Nostra Signora della Vergine Purissima che a metà gennaio richiama molti pellegrini che avvertono un culto particolare per la Madonna.