Oggi non possiamo distogliere lo sguardo.
La Turchia del macellaio dittatore Erdogan, insieme ad Al Qaeda (nascosta dietro la fuorviante sigla Esercito Libero Siriano) hanno deciso unilateralmente di attaccare il cantone curdo siriano di Efrin.
Un attacco violentissimo cominciato ieri con pesanti attacchi aerei (più di cento secondo i turchi) e decine di civili uccisi o feriti.
I curdi e le milizie delle Forze Democratiche Siriano (SDF) hanno sconfitto l’ISIS anche per noi occidentali, hanno creato un governo autonomo e democratico, si sono dati una carta costituzionale modernissima in cui le donne hanno un ruolo sociale, politico e militare, identico a quello degli uomini.
Malgrado questo (o soprattutto per questo), i governi occidentali e la Russia hanno deciso di voltarsi dall’altra parte, nessun media mainstream ha fatto cenno a quello che sta accadendo.
Tutti sembrano sperare che la storia si ripeta: ogni tentativo di rivalsa democratica nel terzo mondo, o nei paesi arabi, deve finire in un bagno di sangue, perché solo pochi sanguinari e corrotti dittatori possano governare quei territori e permettere alle grandi potenze di sfruttarne le risorse.
Noi però sappiamo e per questo non dobbiamo restare in silenzio, diffondiamo informazioni su ogni canale a proposito di quello che sta succedendo in Turchia, non c’è tempo da perdere.
Rojawa calling... Now.!