Pro Flammis

claudiop63(66)
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#ita
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Odio osservare una fiamma che si estingue lentamente.
Prima è luminosa, sinuosa, mobile, smaniosa di toccare il cielo. Poi, piano piano rallenta, rinuncia, si contorce, agonizza nel blu, snaturandosi.
Come un animale affamato, tenta ancora qualche guizzo. Poi si perde nell'aria, maledicendo la nostra indifferenza.

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Mi dicono: finché la fiamma resiste, approfitta del suo tepore. Scalda meno, ma continua ad esistere. Non ti agitare, fai finta di niente, rimuovi la (presunta) ineluttabilità della sua fine. Il suo fantasma, le braci, ti scalderanno ancora un po’, dopo la sua morte.
Poi resta il ricordo. E la ricerca di una nuova fiamma, se sei ancora vivo.

Io non la vedo così. Una fiamma in agonia, scalda meno. Quindi ti abitua al freddo, gradualmente. Ti abitua a morire di freddo. Invece, se reagisci subito superando la paura di bruciarti, spesso puoi farla risorgere in tutto il suo splendore. A volte è più facile di quanto si creda: basta un po’ di ossigeno, un po’ di voglia di vivere e farla vivere. Un piccolo movimento, un gesto minimo ma franco, e la carcassa blu risorge, si erge, e ci stupisce col suo calore.

Altri mi dicono: la fiamma è effimera. Il fuoco è un’altra cosa. Il fuoco ti scalda la vita, senza rischi, la fiamma ti esalta e ti brucia. La fiamma è pericolosa fuori dal focolare.

Cazzate. La fiamma ti salva dal freddo. Il fuoco può nascere dalla fiamma. E non c’è fuoco senza fiamma.

Non voglio stare solo, con le quattro capriole di fumo del focolare.

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