Ciao a tutti, come state? Oggi interrompo i post sulla permacultura per parlarvi della mia auto. Per me è un grande giorno, finalmente realizzo un sogno. Circa un mese fa ho comprato una Polo del ‘95, pagata 250€, ho dovuto aspettare un mese per il certificato ASI, ma finalmente oggi è arrivato l’originale e posso andare a fare l’assicurazione! Sarà magari da aggiustare gli interni, ma volete mettere la soddisfazione di raggiungere questo traguardo? E’ la mia prima auto!
Mi rendo conto che i tempi sono cambiati, ho dovuto aspettare i 30 anni per comprare una macchina, un paio di generazioni fa invece alla mia età c’era già gente alla terza macchina, con casa, moglie, 2 bambini, lavoro stabile ecc…
E pure forse da una parte sono stato anche io a voler questo, rifiutandomi sempre di stare al disotto di qualcuno. Mi ricordo già alle scuole che non accettavo le grida dei professori, mi chiedevo perché dovevo essere giudicato con delle interrogazioni se poi ognuno andava a simpatia o comunque aveva un proprio metro di giudizio, perché dovevo essere un voto, un numero. E’ così che ho continuato negli anni, anche nel lavoro; non accettavo di essere trattato a straccio da piedi, non accettavo il dover seguire delle regole per me insensate.
Mi ricordo che lavoravo ad un’agenzia di scommesse e c’era la regola di non poter giocare le schedine durante l’orario di lavoro. A volte però c’erano dei buchi, dove non entrava nessuno e ci volevano giusto 20 secondi; venni ripreso più di una volta e alla fine licenziato. Molto potranno darmi dello scemo, e forse lo sono stato (avevo 19 anni), ma per me la libertà valeva più di qualsiasi moneta. Lo stesso fu quando mi proposero di andare in marina, forse ora potevo permettermi una casa, una macchina nuova ecc...ma tutte quelle regole, a che pro?
Sin da bambini con la scuola ci insegnano a vivere e pensare in un certo modo, seduti, in piedi, 10 minuti di ricreazione, alzare la mano per andare in bagno ecc...come pretendiamo di crescere liberi, se sin da piccoli ci insegnano anche a pensare in un certo modo? Come se non bastasse sono le pubblicità a decidere cosa per noi deve essere importante e cosa no, un cellulare piuttosto che un orologio o un bracciale. Questa è l’era del consumismo, del capitalismo, dove la gente ormai non dà più valore a niente, nemmeno all’oggetto in sé, c’è un riciclo così veloce da andare incontro a spese economiche elevatissime, la maggior parte delle volte a scapito delle risorse ambientali.
Insomma, ci sarebbe tanto da scrivere e da dire, ecco perché i ribelli fanno paura alla società, ma non quelli che rompono e distruggono, ma quelli che si rifiutano di andare al supermarket ad esempio e decidono di piantare il loro seme, quelli che decidono di prendere la bicicletta anziché comprare l’ultimo modello di auto, quelli che decidono di aggiustare o scambiare piuttosto di comprare il nuovo ed accumulare.
Detto questo sono contento della mia polo del ‘95. Non ho l'’ansia del rovinarsi, del graffio quando la parcheggio in città, dell’ aver speso 20.000€ per un mezzo che fondamentalmente serve a spostarsi.
Chiudo questo post invitandovi a riflettere sull’essenziale. Cosa usate davvero di tutto quello che avete? Quante cose in più ci sono nelle nostre case? Quanti soldi spendete realmente per colmare dei vuoti interiori?
Vi aspetto domani col prossimo articolo
Casperway