Faccio rap e me ne vanto

casperway(54)
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Oggi pomeriggio è venuto a trovarmi un amico e ci siamo messi al PC a vedere video vari. Essendo sempre stati appassionati di Hip Hop abbiamo deciso di vedere e ascoltare i pezzi rap dei nuovi artisti e siamo rimasti alquanto scandalizzati.

Autotune a gogò, contenuti esili, flow e metrica inesistenti e chi più ne ha più ne metta. E’ diventato solo immagine...collanoni enormi, macchine, tipe fighe tatuate, occhialoni, canne e si parla di cash, swag, droga e di quanto ce l’hanno grosso.

Inizialmente il Rap era un modo di comunicare qualcosa, era ribellione, era sovversione, era sfogo creativo. Si parlava si sistema, repressione, razzismo, povertà, ci si vestiva larghi e si rappava per la strada per farsi sentire!

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Immagine CC0 creative commons

Piano piano le case discografiche e le persone dell’ambiente sono riuscite a distruggere questo mondo, in America è iniziato a dilagare il gangsta rap, si girava con la pistola, si spacciava, si facevano le lotte tra gang. Dietro questo però c’era ancora del significato, si lottava per sopravvivere, per garantirsi un minimo di denaro, si aiutavano le proprie famiglie con quei soldi e i *fratelli * che vivevano nel ghetto, repressi dalle forze dell’ordine l’unico modo per sopravvivere erano vendere droga e fare musica.

Da che era un modo per sopravvivere, successivamente diventò un modo di essere, se nei testi non parlavi di galera o erba non venivi preso seriamente. Dovevi dimostrare di essere cattivo, di avere il *ferro * più grande, di aver vissuto il ghetto e la galera, diventò una moda...far parte di una gang o di una crew, immergersi in situazioni infime solo per poterne parlare, solo per dire io l’ho vissuto!

Un film ad esempio che racconta in chiave cinematografica questo mondo è 8 mile. Interpretato da Eminem, racconta della sua storia e delle varie difficoltà che ha dovuto superare per riuscire in questo mondo, molto bello, consiglio di vederlo.

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Immagine CC0 creative commons

Soprattutto dopo il film ricordo che qui da noi esplose l’hip hop, iniziarono a crearsi le prime crew, le sfide per strada a chi rappava più veloce o incastrava più rime, i primi pantaloni e maglie larghe, insomma, ci sentivamo tutti un po' Eminem in quel periodo, tanti piccoli adolescenti con “la guerra in testa”.

Fine anni ‘90...iniziarono ad uscire fuori tanti artisti italiani...Neffa, Bassi Maestro, Inoki, Tormento, Dj Gruff, soprattutto Bologna ricordo che era una meta ambita per tutti i rapper, ogni anno i vari 2thebeat sfornavano artisti eccezionali, alcuni di questi conosciuti anche a livello internazionale.

Oggi chi abbiamo? Che senso si dà ai testi? Sento parlare di coni gelato, di quanto fa schifo l’istruzione e che non serve a niente, di come è bello fumare e sballarsi con i *frà *, della scarpa che mi viene pestata e allora ti do botte, dei denti d’oro perché ho i soldi e posso permettermelo e così via.

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Immagine CC0 creative commons

Che messaggi vengono lasciati alle nuove generazioni? Che esempi di vita si danno? Le ragazze si allenano a sbattere le chiappe, i ragazzi a rullare il cannone più grosso e a comprarsi il pantalone più stretto, ormai se non hai un tattoo in faccia non sei nessuno.

A questi ragazzi invito ad ascoltare album come 107 elementi, di Neffa e i messaggeri della dopa, Fritz da Cat 950, Bassi Maestro Foto di gruppo e tanti altri, consiglio di capire cosa voleva dire incastrare una rima o avere metrica, del perché e soprattutto del come si parlava di quel disagio sociale che vivevamo all’epoca, perché noi 30 enni di oggi siamo stati i promotori del disagio che viviamo quotidianamente.

Direi loro di studiare, di leggere, di imparare, di informarsi e poi magari di fare rap...almeno avrebbero qualcosa da dire!

Come sempre grazie a chi legge e uno swagabbraccio
Casper

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