Siamo alla vigilia, mancano poche ore e milioni di persone si incontreranno per festeggiare il Natale. C’è chi andrà a messa e c’è chi preferirà stare a tavola a mangiare e giocare. Ma qual’è il vero significato del Natale?
Se penso a questa domanda, mi viene in mente quando da piccolo guardavo la versione Disney del “Canto di Natale” di C. Dickens, una favola scritta nel 1843 ed ancora oggi a parer mio uno dei racconti sul Natale più commoventi.
Racconta di un uomo d’affari, Scrooge, dove l’unica cosa che conta per lui sono i soldi. E’ avaro ed egoista, non gli importa di nessuno al di fuori di se stesso e non è capace di apprezzare le piccole cose.
Tornando a casa la notte della vigilia, dopo essere uscito dal suo ufficio, incontra i tre fantasmi del Natale; passato, presente e futuro. Lo condurranno in un “viaggio” che porterà Scrooge a pentirsi dei gesti fatti e ad un vero e proprio cambiamento interiore.
Alla fine della favola, resosi conto di come ha vissuto fino a quel momento, Scrooge capisce che il suo modo di comportarsi era completamente sbagliato e, merito forse anche di una piccola scintilla del Natale entrata dentro di lui, decide di dare un senso diverso alla sua vita.
Nella storia compaiono personaggi secondari come Bob Cratchit, un impiegato della sua azienda, con i suoi figli, tra cui lo storpio Tiny Tim. C’è poi il suo amico Marley, morto da sette anni, il nipote Fred, da lui trascurato ed altri personaggi che lo accompagnano nel suo cambiamento.
Secondo Dickens, il modo migliore per superare i mali sociali, parte dal cambiamento interiore e dalla rinascita morale. Scrooge, vecchio avaro e scorbutico, non vuole cambiare né tanto meno dare ascolto agli altri.
Tramite i fantasmi, egli ripercorre la sua vita e vede come sarebbe stato il suo futuro. Forse proprio l’essere spettatore della sua vita, permette di fargli capire quanta sofferenza ha provocato col suo egoismo e menefreghismo. L’unico modo di liberarsi da questo peso è rimediare e lo farà a modo suo.
Il significato morale che Dickens vuole dare alla vicenda è che, facendo ognuno qualcosa nel proprio piccolo, si può far fronte a questo male sociale che ci circonda, magari approfittandone di un giorno di gioia come il Natale.
A questo punto ne approfitto per augurarvi una buona vigilia, nella speranza che ci sia un po' più di felicità per tutti e invitandovi a compiere dei piccoli gesti per gli altri. E se non avete mai visto il Canto di Natale della Disney, vi consiglio di sedervi comodi sul divano e mettere play!
Come al soliti vi invito a commentare e ad esprimere le vostre opinioni.
Ancora un saluto
Casper