Cari amici Steemittiani,
Anche io come il mio amico @mad-runner, ormai fonte di ispirazione, voglio raccontarvi del mio primo amore.
Credo che da questo punto di vista io sia stata una bimba abbastanza precoce, perchè lo incontrai e me ne invaghii in prima elementare.
Non ricordo il momento esatto in cui lo vidi per la prima volta, ma ricordo che per 5 anni non avevo occhi che per lui. Era il ragazzino più scapestrato della classe, del tipo che nelle foto di classe era sempre quello con il grembiule senza colletto e alle cene di classe era quello che faceva il finto drogato o lo zombie. Era uno spasso. Aveva poca voglia di studiare e faceva sempre il buffone di corte, tanto che la maestra lo riprendeva una volta sì e la volta successiva pure..era irrecuperabile..
Lo chiamerò P., perchè con queste storie sto finendo i nomi di fantasia e poi si rischia di confonderci.
Dicevo, P. aveva un migliore amico in classe, G. il suo esatto opposto: educato, sistemato e studioso.
Ricordo che un giorno stavamo facendo un gioco, dovevamo dire all'orecchio di G. chi avremmo voluto sposare da grandi..io ovviamente gli risposi P.
Quando fu il turno di P. morivo dalla voglia di sapere quale nome avesse fatto, ed inseguì G. per tutto il giorno pur di farmi dire quel nome...alla fine P. disse a G. che poteva dirmelo e G. indicò me.
Ero al settimo cielo.
Io e P. da quel giorno diventammo inseparabili.
P. mi chiedeva di fare dei disegni per lui, voleva che disegnassi le donnine nude, io mi rifiutavo ovviamente e allora optava per degli squali, che disegnavo molto volentieri, di ogni dimensione.
In cambio io chiedevo due cose:
Una era terribile ma mi divertiva troppo: doveva darmi il suo gomito perche glielo sbattessi sulla spalliera della sedia per fargli prendere la scossa ( so quello che state pensando)
Comunque si immolava per me e già questa mi sembra una prova d'amore inconfutabile!
La seconda era una richiesta più sana: doveva prepararmi uno di quei giochi che solo lui sapeva fare.
Vi spiego di cosa si trattava: P. metteva insieme due fogli di carta, uno sopra l'altro e in quello superiore disegnava un luogo di fantasia, poteva essere l'interno di una casa stregata, o una foresta o il fondale di un oceano. Per ogni scenario ritagliava delle finistrelle che nel foglio di sotto corrispondevano ad un disegno a sorpresa, che poteva condurmi alla finestrella successiva oppure poteva bloccarmi lì, in quel caso avevo perso.
Se una finestrella nascondeva ad esempio un pugnale, avevo perso, se no continuavo fino alla fine, se le avevo aperte tutte senza morire, avevo vinto.. era geniale ed io mi divertivo un sacco ad aprire quelle finestrelle per scoprire cosa nascondevano!
Le case stregate erano le mie preferite, dove ogni finestrella era collegata da scale che portavano al piano di sopra e potevo scovare teschi, spade e tante altre curiosità dettate dalla sua fantasia!
Ci volevamo un gran bene ma il nostro era un bene sincero, che solo i bambini possono provare.
Ma come tutte le belle storie anche questa ha la sua fine.
Era Carnevale ed eravamo già al quinto anno.
Un giorno un nostro compagno di classe ci annunciò che avrebbe fatto una festa a casa sua e ci invitò tutti.
Io ero emozionata, perchè ci sarebbe stato anche P.
Non partecipava molto spesso alle nostre feste perchè rispetto a tutti noi era quello che abitava più lontano di tutti, ma diversamente dal solito P. decise di partecipare.
Io per l'occasione mi vestì da Arlecchino.
Arrivai alla festa insieme alla mia migliore amica, vicina di casa del festeggiato. La casa era tutta addobbata con stelle filanti e palloncini e già erano arrivati tutti i miei i compagni.
C'era anche P. vestito da soldato militare, era bello come sempre.
Ci scambiammo un saluto veloce.
Iniziammo a fare i soliti giochi tra i quali quello della bottiglia e a ballare!
P. giocava e scherzava con i miei compagni, si ricorrevano, faceva il pagliaccio..
Avevo l'impressione che non fosse il solito P. che conoscevo a scuola, forse complice la timidezza e un ambiente diverso dal solito, ma io e P. eravamo ai poli opposti.
Quando rimasi in camera a parlare con alcune amiche, la cugina del festeggiato mi disse che prima che arrivassi, P. non faceva che parlare di me e non vedeva l'ora che io arrivassi...ma allora perchè si stava comportando così con me? Perchè era cosi distante?
A metà pomeriggio arrivò alla festa una mia compagna, aveva portato con sè sua cugina M.
Non appena P. la vide se ne innamorò subito trascorrendo con lei il resto della serata e mettendomi totalmente da parte.
Ricordo ancora quella festa, ne conservo oltre che un brutto ricordo anche una foto da qualche parte, con P. che cinge la vita di M. in primo piano e P. che indica il segno di vittoria.
Da quel giorno tra me e P. finì tutto, mi aveva ferita e mai più l'avrei perdonato.
Notte amici.
B.