Cari amici Steemittiani,
con il post di oggi proseguo il racconto della mia gravidanza, di come l'ho vissuta, quali pensieri e paure mi ha generato e quali aneddoti sono accaduti durante quel periodo.
Un fattore importante è stato di sicuro la presenza di mio marito, senza il quale non so se sarei stata capace di viverla serenamente.
Condividere momenti e anche paure con lui, mi ha aiutato ad affrontare tutti i dubbi che fin dall'inizio hanno tempestato il mio cervello nel momento in cui ho appurato che dentro di me nasceva una vita, un bimbo.
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La prima paura che mi ha colto, la ricordo bene: ce la farò a fare la mamma?
E' una domanda che mi ha accompagnato per tutto il percorso e che tutt'ora mi pongo quando lo guardo, perchè noi mamme ci sentiamo sempre imperfette dinanzi ad un compito così grande e delicato.
Mentre scrivo, mi vengono in mente tante scene o ricordi di quel periodo, alcuni dei quali avevo rimosso, ma che stanno riaffiorando, grazie a questo post.
Il sentimento della paura è quello che personalmente mi ha accompagnato più di tutti in quelle settimane, perchè man mano che il tempo passava l'idea che un bambino dovesse uscire un giorno dal mio corpo mi turbava parecchio, mi dicevo di continuo che non ne sarei mai stata capace e cercavo delle impossibili alternative che non mi facessero soffrire: tutto inutile, il dolore era un elemento che un giorno sarebbe arrivato, con il quale avrei dovuto fare i conti e me ne dovevo fare una ragione.
Mi consolava il fatto che c'era l'alternativa dell'epidurale, che a detta di tutte quelle che l'hanno provata è davvero una salvezza.
In tutto questo garbuglio di pensieri, c'erano anche da fare i molteplici esami mensili che fortunatamente l'Asl di Firenze, ben organizzata, mi passava e suggeriva tramite un libretto nel quale erano annotate tutte le scadenze per trimestre, così non vi era il pericolo di dimenticarle.
Inoltre per chi come me aveva bisogno di sentirsi rassicurata ulteriormente, vi erano anche le visite del mio medico personale, presso il quale ho fatto la prima ecografia!
Era il 16 marzo 2016.
L'avevo vista fare soltanto nei film e credevo fosse molto romanzata, invece no!
E' davvero così come la descrivono!
Io distesa, mio marito che mi tiene la mano, entrambi a fissare quel monitor emozionati (anche se all'inizio ho fatto fatica a vedere quel fagiolino, lo ammetto!) e con il fiato sospeso, aspettando di sentire le parole del dottore che ti dice: tutto bene, è all' ottava settimana e il piccolino sta bene, è al sicuro dentro la pancia della sua mamma.
Per la prima volta ero stata chiamata mamma.
Le prime volte ti sembra strano, una parola che hai sempre usato nei confronti di un'altra persona, per la quale hai provato un amore immenso e che hai sempre visto ad un gradino più alto del tuo, adesso veniva usata per indicare te, eri al suo pari, anche tu in un futuro ormai prossimo saresti stata chiamata mamma.
Siamo usciti dallo studio medico felici come non lo siamo mai stati e non appena siamo tornati a casa le prime telefonate sono state per le nostre famiglie.
Prima di annunciarlo, suggeriscono sempre di aspettare i canonici tre mesi per scaramanzia ed io e mio marito abbiamo rispettato questo consiglio, che in fondo non è sbagliato, perchè si causerebbe un dolore forte qualora non dovesse andare tutto per il verso giusto; gli unici che abbiamo avvisato, dunque, sono state le nostre famiglie ed i nostri più cari amici, anche se è una fatica enorme non poterlo urlare al mondo intero.
La nostra vita era cambiata e il conto alla rovescia era iniziato: ottobre era vicino.
Per oggi è tutto cari, spero che anche questo post vi sia piaciuto e spero di leggere i vostri commenti o pensieri in merito.
Un caro saluto
B.
Se siete capitati da queste parti per caso e vi va di leggere questa storia vera, allora non perdetevi questo primo post