DAL BLOG "CUBA:UN'ISOLA NEL SOLE"
Un nuovo fenomeno musicale si e' unito alla elitaria pletora di cantanti con plata che, dopo essere diventati famosi grazie a chi ha consentito loro di diventare tali, si sono scoperti novelli liberatori della Patria Cubana. El Micha. Vi posto una foto tratta da un video dove si esibisce con un rappero italiano, uno di quelli a cui chiunque ama la musica darebbe volentieri fuoco. El Micha e' quello con l'ombrellino...Nella mia provincia non e' particolarmente popolare, piu' facile che sia ascoltato a Guantanamo o Santiago. Diciamo che non e' popolare un po' per esecrabili opinioni cromatiche (Las Tunas e'
provincia...blanca) molto perche', francamente, la sua musica e sopratutto la sua voce fanno cagare. Quella voce o meglio quella emissione di suoni te la puoi permettere se sei Barry White o al massimo Joe Cocker, non se sei El Micha. Comunque il tipo si unisce a “descemer” e al panzone de zona col suo collega, personaggi che vivono stabilmente fuori dal paese, diventati famosi perche' il paese ha creduto ed investito in loro e che, una volta raggiunta una fettina di notorieta', (non parliamo di Sinatra...sia ben chiaro) hanno scoperto che le cose non vanno bene e che si deve cambiare. Parliamo di un paese con la stessa forma di governo da 62 anni, non di un qualcosa nato ieri. Potevano queste idee manifestarle quando ancora vivevano a Cuba, quando non erano nessuno o poca roba e pasavan trabajo come tutti gli altri. Hanno preferito farlo dall'exterior (o da Cuba come il rauco, ma con visa yankee in arrivo) con la plata nel borsillo e l'atteggiamento di gran saggi di sta cippa. Da uomo di sport non posso non notare il diverso atteggiamento che hanno gli sportivi cubani in giro per il mondo in questo complicato momento storico e confrontarlo con quello di questi suonatori. Cosi' come non posso non mettere in risalto il diverso trattamento che gli sportivi hanno avuto dal governo in questi decenni rispetto a quanto e' capitato ai loro colleghi con la zampogna. C'e' da dire che, piu' volte in questi anni, gli sportivi hanno evidenziato questa diversita'
di trattamento rimanendo, fino a poco tempo fa, completamente inascoltati. Lo sportivo di livello a Cuba esattamente come il musico ha potuto diventare tale perche', in un sistema Socialista, chi lavora in fabbrica o taglia la canna da zucchero permette, col suo lavoro, allo sportivo e al musico di intraprendere un certo tipo di carriera. Non a caso nell'Urss veniva evidenziato il fatto che Juri Gagarin era figlio di contadini. Avrebbe potuto un figlio di contadini americano diventare un grande astronauta? Avrebbero potuto la Pellegrini, Fognini, Vialli e tanti altri sportivi nostrani diventare campioni senza una facoltosa famiglia alle spalle? Nella musica se non hai agganci o soldi da investire chi ti pubblica un disco nel 2021? Soltanto che agli sportivi veniva ritirato il passaporto al rientro da una trasferta, non potevano uscire dal paese, dovevano vivere col poco che passava lo stato. Occorre tenere conto che la carriera sportiva e' decisamente piu' breve di quella di un musico. Ho frequentato per un certo periodo la
capitana della nazionale di Cuba di hockey su prato (Tunas e' campione da decenni) mi raccontava del miserando cibo che ricevevano durante ai collegiali, per non parlare del salario inadeguato. La sola soluzione era riuscire ad uscire dal paese puntando ad un passaporto e una carriera estera. In questo modo Cuba ha perso decine di talenti assoluti che oggi gareggiano per mezzo mondo. Il musicista invece andava dove cazzo voleva, usciva ed entrava dal paese a suo piacimento, faceva cassa prendendo cachet sottobanco in tutto il mondo ma sopratutto nel bel paese, poteva comprarsi una bella casa senza praticamente giustificare da dove arrivavano i soldi. Capirete bene che un campione dello sport cubano, che vive una vita di sacrifici come ogni grande sportivo, non puo' non notare come ad un brufoloso rappero con la braga alla cacaiola o ad un raucedinoso cantante viene concesso di tutto. Invece di girare le spalle a Cuba tutti i cubani che vivono all'exterior convocati dalla nazionale di calcio si sono resi disponibili ed onorati di gareggiare per il loro paese, lo stesso hanno fatto i cestisti sparsi in Europa, Simon e' tornato a giocare
con la nazionale di Volley con grande forza e los peloteros sparsi nelle leghe di mezzo mondo mai si sono tirati indietro quando e' stato il momento di rappresentare Cuba. Si chiama gratitudine e orgoglio. Quello che manca a quei 4 zampognari.