E' giorno di prove.
Entriamo nel salone.
Soprani e tenori a destra, contralti e bassi a sinistra; il maestro seduto al pianoforte di fronte a noi.
Iniziamo i vocalizzi.
Dopo circa 20 minuti di vocalizzi, il maestro si ferma e dice "Adesso, lettura sulle dita!" e subito dopo si sente un generale sospirare, e qualche goccia di sudore cadere sul pavimento.
Suona il DO sul pianoforte, poi inizia a muovere le mani a destra e sinistra, tenendole parallele al pavimento e aspettando che tutti prendano la nota.
Anche se con i nostri tempi (siamo un po' lenti), tutti prendiamo la nota.
Il maestro punta indice e medio verso l'alto (in pratica fa un due): due, intervallo di seconda (ad ogni numero corrisponde un intervallo, cioè la distanza tra due note), verso l'alto, siamo partiti dal Do, quindi dobbiamo cantare un Re, esatto, è un Re!!
Fin qui tutto facile, siamo ancora tutti intonati e, soprattutto, cantiamo tutti la stessa nota.
Ma piano piano la cosa si complica: due verso l'alto, tre verso il basso, due verso il basso,... sempre più veloce,... due, tre, sette, otto, quattro, sei, ottalkdfkwjfnoaewrngfleag...
Iniziamo ad essere stonati, le note diverse, io non so più contare, non so neanche più a che nota siamo.
Si sente un piccolo gruppetto, quelli che cantano da quando sono bambini, che non ne sbagliano neanche una, mentre tutti gli altri si sono ormai persi e nominano note a caso sperando di intonare quella giusta.
Per aiutarci, il maestro rallenta, ma ormai ci siamo persi.
Si ferma e un po' rattristato ci fa prendere lo spartito.
Immagine elaborata da me con illustrazioni utilizzabili liberamente: (fonte 1: Pixabay e fonte 2: Freepik)