Diario di oggi, la triste storia di Stefano Barili e del diciannovenne avvelenatore.

In questi giorni sento ovunque delle tristi storie, queste due in particolare mi hanno colpito, per la loro crudezza e freddezza in due vie completamente differenti, un suicidio e un omicidio.
La prima parla di un ragazzo, Stefano di 23 anni.
Inizialmente viene dato per scomparso, a madre lo collega ad un altro ragazzo scomparso, tenendosi aggrappata ad una foto, rivelatosi poi falsa, dei due ragazzi assieme in stazione. Si vocifera di sette, aziende e ricatti, fino a venerdì, quando il corpo del ragazzo viene ritrovato nel Po.
Con un biglietto nel cellophane, dove aveva scritto che non era stato costretto e che il suo era un gesto volontario, messaggio ribadito anche in una mail spedita in automatico dopo la sua morte.

Di questa storia mi ha colpito il dolore, la giovane età e le cause sconosciute che possono aver portato questo ragazzo a togliersi la vita, e anche il modo calcolato di uccidersi, la madre diceva che era cambiato e dimagrito, ma certo non basta a presagire un gesto così definitivo.

Nel secondo caso si parla di un ragazzo di Casalecchio di Reno che ha avvelenato le penne al salmone cucinare dai lui per la madre ed il patrigno con lo s opi di avvelenati.
Lui diciannove anni, ha ucciso il patrigno e quasi ucciso la madre, in gravissime condizioni, salvata in extremis dai vicini che hanno sentito grida e colpi e lui che chiedeva alla madre quanto ci mettesse a morire.
Una storia di una crudeltà che mette i brividi, non oso immaginare come sua venir avvelenati dal proprio figlio e cosa possa aver portato un ragazzo a compiere un gesto così saduco e orribile.

Entrambe le storie mi hanno colpito, per diversi motivi per il dolore, per la follia per ciò che non si vede, cosa nascondono dentro sé le persone? Quanto dolore, aggressività, desiderio di morte, volontà di uccidere...

Certe storie di cronaca nera mi fanno venire in mente molte domande, troppe, senza risposta...
IMG_20210407_150606.jpg

Join the conversion now