Ogni tanto si pesca anche male - 5° puntata


Immagine CC0 creative commons

"Sì, mi chiamo Giulio Pinco Pallino, confermo..."

"Con un cognome del genere, potresti anche mettere paura...", disse il carabiniere, condendo il tutto con una fragorosa risata, che lo fece piegare, ma il mio amico lo guardava impassibile, senza una smorfia, sembrava di ghiaccio, continuava a tenere le mani appoggiate sulla sua vettura, senza lasciare trasparire nulla, quell'atteggiamento fece incazzare di brutto il militare, che fece per dire qualcosa con la sua ormai consueta cattiveria, ma un collega lo fermò, cercando di farlo ragionare, parlottarono per un buon minuto, cercavo di capire cosa dicesse, ma era poco più di un bisbiglio, per cui non compresi nulla, con un notevole sforzo, perché se avesse potuto avrebbe letteralmente diviso in due il mio amico, il carabiniere fenomeno sparò questa bordata...

"Parente per caso del famoso giudice Pinco Pallino??"

Sapevo che il mio amico era figlio di un giudice, non ricordo bene di quale grado ma era un pezzo grosso, molto grosso, che era stato momentaneamente parcheggiato nella mia città, ma presto se ne sarebbe andato in sedi molto più importanti, preso dalla concitazione di tutto quello che stava succedendo mi ero dimenticato di questo particolare fondamentale, ecco il motivo per cui il mio amico cercava unicamente di non far degenerare la situazione, prima o poi quel cognome sarebbe venuto fuori, era troppo caratteristico, troppo famoso tra gli addetti ai lavori per passare inosservato, come feci uno più uno mi scappò a me un sorriso, dissi qualche parola agli altri ragazzi della nostra compagnia e l'ilarità si propagò a macchia d'olio, il super-carabiniere fece per venire contro di noi, ma questa volta la voce del mio amico, sempre appoggiato alla sua vettura, suono molto più decisa e profonda...

"Più che pensare ad alzare ancora la cresta, nei vostri panni abbasserei i toni, domani capirete quanto sono parente di quel cognome che porto...", e il sorriso si fece beffardo, il momento della svolta era giunto...

Il grande inquisitore era frastornato, disorientato, ma un paio di suoi colleghi si affrettarono a dire al mio amico di smettere di tenere le mani appoggiate alla vettura, che non c'era bisogno di continuare con quell'atteggiamento, in tutta risposta lui disse di abbassare immediatamente i mitra, con un cenno da parte del militare che comandava quel piccolo drappello di uomini le armi vennero puntate a terra, adesso si fronteggiavano con gli sguardi, adesso non c'era più tanta baldanza tra i carabinieri, un'idea abbastanza precisa di chi fosse se l'erano fatta, anche se non spiccano di certo in quanto a perspicacia, la foglia l'avevano mangiata, non tutti ma una buona parte certamente, ogni ulteriore mossa poteva costar loro parecchio cara...

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