Avventure in gocce-capitolo 6

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I cardini delle porte cigolarono ed un attimo di silenzio racchiuse il saloon come in una bolla di caldo ed immobilità, poi la scalpiccio degli stivali e la eco dei passi riempì il locale oltre al ridere sguaiato ed alle urla degli uomini che vi si riversarono dentro. Coperti di polvere e sudore, vennero preceduti dall’odore di bivacco, di carne arrostita e fumo e ben presto non si potè che respirare quell’aria insalubre che avevano introdotto nella sala. Il pianista con un rapido, ma non troppo, movimento cercò di sgusciare via ma fu immobilizzato da due braccia forti che lo rimisero al suo posto. “ No.. Continua a suonare, e sarà meglio che non smetti. “ gli ghignò il padrone delle braccia prima di voltarsi verso i suoi compari e latrare una risata che fu immediatamente ricambiata. Ognuno sedette ad un tavolo occupando ben presto tutto il locale facendo rendere conto ad un occhio esperto, come avessero preso in scacco tutto il saloon. Dal suo posto al banco, osservava la scena seguendo con lo sguardo uno di essi che andò al banco poggiandoci i gomiti sopra richiamando a gran voce il proprietario che prima di avvicinarsi gli lanciò un’occhiata Ricambiò lo sguardo prima di sollevarsi in piedi ed avvicinarsi, le braccia ancorate ai fianchi, la stella bene in vista sul petto che, riflettendo le lame di luce che filtravano dalla imposte, luccicava fiera. ”Posso offrire da bere?” chiese con tono di voce aspro e secco fissando l’uomo in volto con disprezzo, studiandone le mosse ed i movimenti, attento e pronto a reagire. Nemmeno gli rispose ma con un movimento rapido, si voltò spianando la colt che portava appesa al fianco. Un taglio si aprì sul suo volto in un sorriso serrato e forzato. “Questa è la mia città, e prima di puntare la tua colt su di me, sii sicuro di riuscire a non farmi rialzare da terra perché sta sicuro che io farò altrettanto.” E con un fulmineo movimento estrasse dalla fondina fissata alla sua coscia destra a sua volta la propria colt. “ Ora se hai il fegato, vediamo chi è più veloce e preciso a sparare dopo aver estratto. “ disse rimettendo a posto la sua pistola, voltandosi ed incamminandosi verso l’esterno. Il locale esplose in un boato di grida che si lasciò alle spalle mentre con entrambi le mani spalancò le porte uscendo in strada. La polvere e la calura lo accolsero in un abbraccio ed il sole abbacinante gli fece strizzare gli occhi mentre si piazzò al centro della strada in attesa del suo avversario. Lentamente dal saloon le persone uscirono prendendo posto ai margini della strada componendo il pubblico di quello che sarebbe stato un duello mortale. Il tizio gli si parò davanti alla giusta distanza e lo fissava con odio. Sostenne il suo sguardo ed il silenzio ripiombò di nuovo tra di essi, sigillandoli nella stessa bolla. Sentiva il petto sollevarsi ritmicamente mentre la mano destra, immobile lungo il fianco, aspettava il momento esatto per guizzare. Il vento soffiava tra di loro sollevando i lembi dei suoi vestiti, poi ad un tratto il campanile della chiesa ruppe il silenzio e la campana che lo abitava iniziò a suonare. Fu il segnale per entrambi che continuando a fissarsi attesero che la eco dell’ultimo rintocco si spegnesse per estrarre e fare fuoco. Sentì un colpo secco al petto ma non vi prestò attenzione mentre osservava il filo di fumo che dalla sua colt si levava in alto, attraverso cui osservò l’uomo stramazzare a terra. Gli spettatori si animarono e potè fare un passo prima di stramazzare a terra a sua volta. La colt gli cadde di mano e dalla sua nuova angolazione potè solo vedere alcuni accorrere verso di lui prima i di iniziare a vedere i contorni sbiadire per poi riprende lentamente consistenza e focalizzarsi sulla tazza che stringeva in mano da cui, lentamente , un filo di fumo si levava in aria e attraverso cui potè vedere la sua goccia raggiungere la sua meta.

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