La prigione #2 Nero / The prison #2 Black

Capitoli precedenti La caduta

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Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Il nero avvolgeva Longun come un sudario, era terrorizzata e si accucciò a terra disperata iniziando a piangere. Non riusciva a capire o a percepire lo scorrere del tempo, fu solo quando l'ultima delle sue lacrime cadde sul pavimento che si rese conto di non poter contare su nessuno se non su sé stessa.
La prima cosa che fece fu alzarsi in piedi e iniziare a camminare in linea retta con le braccia stese davanti a sé. Ovunque fosse, prima o poi avrebbe trovato qualcosa. E così fu, dopo pochi passi qualcosa di liscio sfiorò le sue mani. Aveva trovato una parete!
Appoggiò la testa al muro ed iniziò a respirare piano, doveva tenere la mente libera e sgombra se voleva salvarsi.

Tenendo la mano appoggiata alla parete iniziò a camminare in una direzione qualunque, se si fosse trovata in uno dei luoghi che immaginava, la stanza non avrebbe dovuto essere più grande di venti passi per lato, ma per prima cosa doveva trovare un angolo. Solo in quel modo poteva misurarla e creare nella sua mente l’immagine del luogo che la imprigionava.

1..2..3..4..5..6 ecco l'angolo che cercava! Si tolse le scarpe appoggiandole a terra a fianco della parete. Aveva bisogno di segnare in qualche modo il punto di partenza di quella esplorazione, ma non sentiva sporgenze o vedeva qualcosa da poter usare come riferimento e, per questo motivo, aveva pensato di usare le scarpe.

Doveva solo concentrarsi, fare passi lenti e costanti e non lasciarsi distrarre.

1..2..3..4..5 il pavimento era freddo sotto ai piedi, ma non era fastidioso.

6..7..8..9..10 non sentiva sotto i piedi o sotto le mani nessuna fessura, come se parete e pavimento fossero un unico blocco nero.

11..12..13..14..15 annusava l'aria, ma nessun odore arrivava alle sue narici.

16..17..18..19..20 e dopo venti passi l'angolo era arrivato. Mancava solo scoprire quanti angoli aveva la stanza.

Riprese il suo conteggio mentre con la mente pensava alla forma del castello. Il Castello era formato da un corpo centrale sferico incastonato in un cubo ed aveva agli angoli una torre. Le quattro torri, ognuna con una forma differente, avevano scopi ed usi differenti, ognuna con un incantesimo sopra. Purtroppo non sapeva cosa venisse fatto in ognuna di esse. Solo Dreki conosceva la loro funzione, nemmeno i servi del Castello sapevano cosa vi avvenisse, era vietato l’accesso anche a loro.

Il piede sinistro colpì le scarpe, aveva contato sei angoli… si trovava all'interno della torre Ovest. Colpì con un pugno la parete di fronte a lei, a che serviva sapere dove si trovava se non aveva idea di come fare per uscire? Lo sconforto stava di nuovo avvolgendo la sua anima. Si lasciò cadere a terra, avrebbe voluto piangere, urlare, ma sapeva che non sarebbe servito a niente. Quanto tempo sarebbe riuscita a resistere prima di morire o, peggio ancora, impazzire? Poi, come per magia, qualcosa accadde. Un lieve raggio di luce arancione iniziò a squarciare il buio della stanza.

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English version (automatic traslate)

Previous chapters The Fall

The black enveloped Longun like a shroud, she was terrified and crouched on the ground in despair starting to cry. She couldn't understand or feel the passage of time, it was only when the last of her tears fell to her floor that she realized she couldn't rely on anyone but herself.
The first thing she did with her was to stand up and start walking in a straight line with her arms stretched out in front of her. Wherever she was, she would sooner or later find something. And so it was, after a few steps something smooth touched her hands. She had found a wall!
She leaned her head against the wall and began to breathe slowly, she had to keep her mind free and clear if she wanted to save herself.

Keeping her hand against the wall she started walking in any direction, if she was in one of the places she imagined, the room shouldn't have been bigger than twenty paces per side, but first she had to find a corner . Only in that way could she measure it and create in her mind the image of the place that imprisoned her.

1..2..3..4..5..6 here is the angle she was looking for! She took off her shoes and placed them on the floor beside the wall. She needed to somehow mark the starting point of that exploration, but she didn't feel any protrusions or she saw something she could use as a reference and, for that reason, she had thought about using shoes.

She just had to concentrate, take slow steady steps and not be distracted.

1..2..3..4..5 the floor was cold underfoot, but it wasn't bothersome.

6..7..8..9..10 she didn't feel any cracks under her feet or hands, as if the wall and floor were a single black block.

11..12..13..14..15 she sniffed the air, but no smell reached her nostrils.

16..17..18..19..20 and after twenty paces the corner had arrived. She just needed to find out how many corners the room had.

She resumed her count as she thought with her mind about the shape of the castle. The Castle consisted of a spherical central body set in a cube and had a tower at the corners. The four towers, each with a different shape, had different purposes and uses, each with a spell on it. Unfortunately she did not know what was done in each of them. Only Dreki knew their function, not even the servants of the Castle knew what was happening there, access was also forbidden to them.

Her left foot hit her shoes, she had counted six corners… she was inside the West Tower. He punched the wall in front of her, what good was it to know where he was if he had no idea how to get out? Despondency was enveloping her soul again. She dropped to the ground, she wanted to cry, scream, but she knew it wouldn't do any good. How long would she be able to hold out before she died or, even worse, went mad? Then, as if by magic, something happened. A faint ray of orange light began to pierce the darkness of the room.

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